Bruce Willis, peggiorano le condizioni dell’attore: non può più parlare né muoversi

Un declino inesorabile. Peggiorano le condizioni di Bruce Willis, affetto dal 2022 da una forma grave di demenza frontotemporale. L’attore non sarebbe più in condizioni di parlare, non riuscirebbe più a camminare né a leggere in maniera autonoma. Nonostante il riserbo mantenuto dalla famiglia, che pure ha documentato fin dall’inizio il proprio sostegno alla star, sono numerosi i media americani che riferiscono delle cattive condizioni dell’attore, oggi 69enne, che tre anni fa aveva scoperto la propria patologia dopo aver accusato dei problemi di afasia.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Demi Moore (@demimoore)

La popolarità grazie alla tv con la serie Moonlighting, la fama con il ruolo del poliziotto John McClane nella saga Die hard, che lo ha reso una delle superstar del cinema action più famose di sempre, la partecipazione a film di grande successo come Pulp fiction, La morte ti fa bella, L’esercito delle 12 scimmie, Il sesto senso, una stella sulla Walk of fame di Hollywood, Willis è stato uno degli attori in assoluto più amati fin dalla metà degli anni 80.

Arnold Schwarzenegger, parole d’affetto per Bruce Willis. “Gli eroi d’azione non vanno mai in pensione”

La ex moglie Demi Moore, l’attuale compagna Emma Heming e tutta la sua grande famiglia allargata hanno condiviso con i fan i momenti più importanti del sostegno alle condizioni di Willis. Lo scorso ottobre, e poi ad aprile, aprile proprio la famiglia aveva diffuso una nota per rassicurare i fan: si parlava di condizioni “stabili” citando la “forza essenziale” rappresentata dai suoi cari in questo momento di difficoltà. Nonostante le rassicurazioni, nelle scorse settimana si erano già diffuse voci su un peggioramento delle condizioni dell’attore.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da tallulah willis (@buuski)

La demenza frontotemporale, conosciuta anche come “malattia di Pick”, è una forma di demenza precoce che provoca la degenerazione dei lobi frontale e temporale del cervello e colpisce persone tra i 55 e i 65 anni. Le conseguenze sono difficoltà nel linguaggio e nel movimento.

Condividi questo contenuto: