Acque aromatizzate alla frutta, un trucco per aiutarci a bere di più (con qualche cautela)

Un litro e mezzo, almeno due. Bere di più è il mantra di molti in questo periodo dell’anno. Ma c’è chi trova l’acqua noiosa e per raggiungere l’obiettivo ha bisogno di stuzzicare il palato. È qui che entrano in scena tisane e infusi freddi o, più semplicemente, le acque aromatizzate, considerate un’alternativa ideale per dissetarsi con qualcosa di gustoso che sia anche salutare.

Le acque ‘funzionali’ del supermercato

L’offerta al supermercato è ampia. Colorate e in formato da mezzo litro (o meno) si trovano al sapore di agrumi, aloe vera, frutti rossi, cocco o kiwi, e in alcuni casi promettono anche attraenti benefici fisici ed estetici: drenano, depurano, contrastano la cellulite.

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“Possono essere arricchite di collagene, vitamine o sali minerali, tipo magnesio, potassio e zinco – in questo caso si definiscono anche acque addizionate o funzionali –, ma poco cambia perché la quantità di principi attivi è generalmente molto contenuta. L’efficacia nutrizionale può risultare quindi limitata e i claim salutistici, quando presenti, si basano su dosi minime”, commenta Manon Khazrai, docente di Scienza dell’alimentazione al Campus Bio-Medico di Roma. “Se si desidera controllare il consumo di zuccheri nella dieta, meglio bere acqua aromatizzata fatta in casa, perché alcune di quelle in commercio contengono saccarosio o altri dolcificanti”. Per accertarsene è sufficiente controllare la lista ingredienti, dove possono comparire zucchero, fruttosio o sciroppi.

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Rieducare il palato

Un piccolo studio pubblicato nel 2025 sul Journal of the American Nutrition Association ha osservato che sostituire per due settimane le bibite zuccherate con acqua frizzante aromatizzata sugar free può avere un effetto interessante sul palato: i partecipanti più attratti dal gusto dolce hanno iniziato a trovare meno gradevoli le bevande molto edulcorate, mentre chi era già più moderato ha aumentato l’apprezzamento per le versioni meno dolci. Un risultato che suggerisce come anche le acque con aromi senza zucchero, quando consumate con regolarità al posto delle bibite, possano contribuire a “rieducare” il palato verso sapori meno intensi.

Diffidare delle caraffe in hotel e sale d’attesa

“Se le prepariamo a casa, in bottiglie ben pulite, preferibilmente in vetro, e le finiamo entro due giorni, evitando la proliferazione batterica che si può verificare nell’acqua, sono un’abitudine salutare”, conferma la nutrizionista. “La vera forza di queste bevande non è tanto l’apporto di nutrienti (le vitamine e i sali minerali idrosolubili possono diffondersi, ma blandamente e temporaneamente in acqua, e non si assume fibra come invece accade con i succhi), quanto il fatto che aiutano a bere di più. Diffidare invece dei grandi dispenser di acque aromatizzate presenti in hall di alberghi o sale d’attesa: se non si ha la certezza che siano fresche, è meglio non berle”.

Qualche ricetta

Il fai-da-te è semplice. “Lasciare in infusione in frigorifero, per circa sette-otto ore o tutta la notte, frutta e verdura tagliate in piccoli pezzi. Gli ingredienti più adatti a insaporire l’acqua sono limone e lime (a fette o in succo), frutti rossi come lamponi, mirtilli e fragole, cetriolo, mela verde, arancia, finocchio, zenzero ed erbe aromatiche, ad esempio menta, basilico, rosmarino, timo” suggerisce Khazrai. “Con lo zenzero o il finocchio può risultare più digestiva, con la menta o il cetriolo più fresca e dissetante”.

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L’acqua aromatizzata può anche diventare un rimedio anti spreco. Un brand inglese nato nel 2017 ha fondato la propria linea di bevande proprio sull’utilizzo di vegetali scartati dalla grande distribuzione e dall’industria alimentare. A livello casalingo si possono riciclare bucce di mele, melone o anguria, limoni parzialmente spremuti, cetrioli già tagliati o avanzi di erbe aromatiche.

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