L’effetto del Pnrr sulle ferrovie italiane

L’effetto del Piano nazionale di ripresa e resilienza sul settore ferroviario italiano si misura in numeri, cantieri e trasformazioni visibili. Con circa 25 miliardi di euro destinati al comparto, il Pnrr sta contribuendo alla modernizzazione della rete, con interventi che puntano a nuovi collegamenti, al potenziamento dell’infrastruttura esistente, al rinnovamento di stazioni e scali e all’introduzione di tecnologie avanzate. A oggi sono circa 400 i cantieri attivi finanziati con risorse europee, in un contesto che, dal 2014 al 2024, ha visto crescere il numero complessivo degli interventi da 450 a oltre 670, e il volume economico degli investimenti da 6 a oltre 35 miliardi di euro. Tra le priorità figura l’estensione del sistema Ertms, lo standard europeo per il controllo e la supervisione dei treni.

Sul fronte ambientale, il piano sostiene la elettrificazione delle tratte non ancora elettrificate, con l’obiettivo di ridurre le emissioni e migliorare l’efficienza. Sono già in corso i lavori su linee come Ivrea-Aosta, Palermo-Trapani via Milo e la linea Ionica calabrese, in territori dove le carenze infrastrutturali sono più evidenti. Il programma di riqualificazione prevede investimenti mirati su decine di scali nel Mezzogiorno. Alcuni interventi sono stati completati nel 2024, tra cui quelli di Giovinazzo, Sapri, Milazzo e Oristano. Gli altri saranno conclusi nel giro di un anno e mezzo.

Infine, il Pnrr supporta l’adeguamento degli scali merci, per aumentare la capacità logistica del sistema e favorire l’intermodalità. L’insieme degli interventi rappresenta una leva strutturale per l’ammodernamento della mobilità ferroviaria italiana, con effetti destinati a protrarsi ben oltre l’orizzonte del Piano.

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