Case alle stelle, folla, negozi storici che chiudono. Da Montmartre l’ultimo grido anti-overtourism

Allarme overtourism, l’ennesimo. Arriva questa volta da Parigi, ma in particolare dagli abitanti di Montmartre, il celeberrimo quartiere collinare da sempre apprezzato per l’atmosfera bohémien, la Basilica del Sacro Cuore e l’annessa scalinata con vista. Con l’ulteriore aumento dei flussi turistici, generato dai Giochi Olimpici del 2024, il limite sembra essere stato oltrepassato. E i residenti temono che il loro pittoresco quartiere in cima alla collina possa diventare la prossima Barcellona o Venezia.

Parigi finora ha evitato le proteste su larga scala viste in Spagna e Italia, merito anche delle rigide normative sugli affitti a breve termine e delle dimensioni della metropoli. Ma nelle aree più iconiche gli effetti deteriori dell’overtourism, anche in termini di qualità del vivere quotidiano, cominciano a farsi sentire. E gli abitanti delle strade acciottolate di Montmartre sono in prima fila tra chi sostiene la necessità di un cambio di rotta.

L’associazione pro-residenti

Anne Renaudie, che vive nella zona da 29 anni e dirige l’associazione Vivre à Montmartre, ha affermato che il quartiere storico reso ancor più famoso dal film Amelie (2001) ora assomiglia a un parco a tema.

“La gente viene per tre ore, si diverte, compra un basco o una crêpe e se ne va come se fosse in un parco divertimenti”, ha dichiarato all’agenzia di stampa Reuters.

Nel frattempo, i negozi di alimentari essenziali per i residenti stanno scomparendo, sostituiti da bancarelle di snack e souvenir. “Ci siamo ridotti con appena due-tre macellerie e due negozi di formaggi. Stanno scomparendo uno dopo l’altro”, ha detto. “Ora ci sono un sacco di gelaterie, crêperie e taco”. La sua associazione ha proposto al municipio misure simili a quelle adottate da altre mete turistiche europee: limitare i gruppi turistici a 25 persone, vietare gli altoparlanti e aumentare la tassa di soggiorno.

“A volte neanche riusciamo a passare”

Il turismo nella regione parigina ha raggiunto i 48,7 milioni di visitatori nel 2024, con circa 11 milioni di visitatori all’anno a Montmartre, principalmente per ammirare la più che fotogenica basilica del Sacro Cuore. Le strette vie sono intasate dai gruppi di turisti, lasciando la gente del posto frustrata. “A volte devo alzare la voce e dire ‘Scusa, voglio passare'”, ha detto Anthea Quenel, 44 anni, residente locale.

E la situazione potrebbe solo peggiorare. I funzionari parigini predicono numeri in forte rialzo negli arrivi dei prossimi mesi. Eric Lejoindre, sindaco del 18° arrondissement, che comprende Montmartre, ha affermato che l’aumento dei prezzi delle case potrebbe spingere i residenti ad andarsene. “Per me, il problema principale è l’alloggio. Questo significa combattere contro Airbnb e le piattaforme di affitto”, ha affermato.

500mila euro per 40 metri quadrati

Secondo il sito web meilleursagents.com, i prezzi degli immobili a Montmartre sono aumentati del 19% negli ultimi dieci anni. Un appartamento di 40 metri quadrati vicino a Place du Tertre può ora essere venduto a circa 500.000 euro. Per ovviare al problema, Parigi ha inasprito le regole sugli affitti a breve termine, riducendo il limite annuale per l’affitto di una residenza principale da 120 a 90 giorni.

Anche piccole cose, come il costo di una pallina di gelato, che può costare 5 euro, riflettono il passaggio da quartiere a zona turistica. “Sembra Disneyland”, è il lamento conclusivo di Quenel.

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