Moda, le misure anti-caporalato: via libera alle norme sulla certificazione di filiera

ROMA – La maggioranza accelera sulla certificazione di filiera per le aziende della moda, dopo la richiesta della procura di Milano di mettere in amministrazione giudiziaria Tod’s, accusata di non aver controllato adeguatamente i propri fornitori, tra i quali sono emersi gravi episodi di sfruttamento lavorativo. La Commissione IX del Senato ha appena dato il via libera al primo pacchetto di misure per il settore moda nell’ambito del Disegno di legge annuale sulle piccole e medie imprese. Gli emendamenti, presentati in collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, istituiscono un sistema di certificazione della filiera produttiva per garantire legalità, tracciabilità e correttezza in materia di lavoro e legislazione sociale lungo tutta la catena produttiva.

Urso corre in aiuto del settore moda: “Filiera certificata”

“La reputazione dei nostri brand è oggi sotto attacco, in Italia come all’estero. Siamo in campo con misure concrete per difendere con fermezza la moda italiana, per proteggerne la reputazione e i valori che l’hanno resa sinonimo di bellezza, qualità e autenticità: il Made in Italy che il mondo ammira e che abbiamo il dovere di tutelare e rendere ancora più forte anche sul piano della legalità ”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

Domani nell’incontro convocato per le 10 al ministero delle Imprese le associazioni di settore esprimeranno la loro posizione sulle norme: ci saranno Confindustria Moda, CNA Federmoda, Confartigianato Moda, Camera Nazionale della Moda Italiana, Fondazione Altagamma.

Il pacchetto di emendamenti approvato introduce un innovativo sistema di certificazione della filiera, su base volontaria, da parte di soggetti abilitati alla revisione legale, che verificherà la regolarità contributiva, fiscale e giuslavoristica delle imprese lungo tutto il processo produttivo, dalla capofila sino ai subfornitori, e l’assenza di condanne o sanzioni per i titolari o amministratori in materia di lavoro e sicurezza.

Elemento innovativo è l’obbligo di inserire nei contratti di filiera clausole che assicurino il rispetto della normativa anche da parte dei subfornitori. Le capofila, al momento della stipula, dovranno acquisire la documentazione di regolarità contributiva e fiscale, garantendo trasparenza lungo l’intera catena.

Per ottenere la certificazione, le imprese dovranno adottare un modello organizzativo di prevenzione dei reati sullo sfruttamento del lavoro. La certificazione avrà durata annuale e sarà rinnovabile previa verifica dei soggetti accreditati, anche tramite audit in produzione. Presso il Mimit sarà istituito un registro pubblico delle certificazioni. Le imprese certificate potranno utilizzare la dicitura “Filiera della moda certificata”.

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