Distribuzione beverage, i dati dell’estate 2025: l’Horeca rallenta, agosto delude le aspettative
Per la distribuzione di bevande nell’horeca italiano, l’estate 2025 va in archivio segnando un peggioramento delle performance rispetto al primo semestre dell’anno, con un mese di agosto significativamente al di sotto delle aspettative che ha inciso in modo determinante sui risultati della stagione. I dati del Data Warehouse CDA, sistema di business intelligence che monitora oltre 53.000 referenze su 80.000 punti di consumo sul territorio nazionale, fotografano un mercato del fuori casa in fase di profonda trasformazione strutturale.
Il totale bevande chiude il trimestre giugno-agosto 2025 con una flessione a valore del -1,3% rispetto allo stesso periodo del 2024, attestandosi a 183,5 milioni di euro, mentre i volumi registrano una contrazione ancora più marcata del -4,0%, scendendo a 962.474 ettolitri. Dai dati condivisi con Osserva Beverage da Cda, consorzio di distributori di bevande che serve pubblici esercizi lungo tutta la penisola, emerge dunque come la contrazione dei consumi sia più accentuata in termini quantitativi rispetto al valore, segnalando una possibile spinta verso prodotti di fascia più alta che mitigano parzialmente l’impatto economico della riduzione delle quantità.
Birre e acque: il calo delle categorie tradizionali
Le birre continuano a perdere più del mercato, con una flessione del -3,26% a valore, superiore al -1,35% del totale bevande, e con -4,53% a volume. La categoria, che rimane la prima per peso economico nel canale Horeca, evidenzia una difficoltà crescente nell’intercettare le nuove dinamiche di consumo.
Le acque minerali, seconda categoria per fatturato con 25,3 milioni di euro, registrano una decrescita del -1,75% a valore e del -4,64% a volume. Dopo un primo semestre positivo, la categoria ha subito un forte rallentamento soprattutto nel mese di agosto, penalizzata dal calo dei flussi turistici e dalle condizioni meteo non sempre favorevoli.
Anche i succhi di frutta mostrano segnali di difficoltà, con un fatturato di 3,7 milioni di euro in calo del -4,56% a valore e del -5,87% a volume, perdendo ulteriore quota rispetto al mercato.
Bibite gassate: la tenuta relativa dei soft drink
Le bibite gassate dimostrano una maggiore resilienza, con un fatturato di 24,6 milioni di euro e una flessione contenuta del -0,34% a valore, sebbene il volume evidenzi una contrazione più marcata del -2,33%. La categoria – secondo le analisi Cda – mantiene sostanzialmente la propria quota di mercato, beneficiando della sua capacità di adattarsi alle diverse occasioni di consumo.
Le bibite piatte, che includono tè freddi e altre bevande a base frutta, registrano invece una performance negativa con 5,1 milioni di euro di fatturato, in calo del -4,75% a valore e del -4,84% a volume, riflettendo le difficoltà generalizzate del comparto analcolico tradizionale.
Superalcolici: segnali di ripresa nel premium
La categoria superalcolici si distingue per un andamento migliore rispetto al primo semestre, con un fatturato di 21,4 milioni di euro in crescita dell’1,13% a valore, nonostante un leggero decremento volumetrico del -0,87%. Il dato suggerisce un processo di premiumizzazione in atto, con i consumatori che orientano le proprie scelte verso prodotti di fascia più alta, compensando la riduzione delle quantità con un valore medio per bottiglia superiore.
Anche i vini mostrano una tenuta relativa, con 15,0 milioni di euro di fatturato e una flessione contenuta del -0,23% a valore e del -0,94% a volume. I vini speciali, che comprendono spumanti, champagne e vini da dessert, registrano invece una contrazione più marcata del -3,20% a valore, per un totale di 8,0 milioni di euro, evidenziando come anche nel segmento premium la domanda sia selettiva.
Aperitivi e mixology: i protagonisti della crescita
Le uniche categorie che confermano un trend positivo e guadagnano quota di mercato sono quelle legate all’esperienza del consumo fuori casa e alla mixology. Gli aperitivi e vermouth segnano una crescita significativa del 5,86% a valore, raggiungendo i 10,6 milioni di euro, e del 6,29% a volume. La categoria beneficia della capacità di intercettare nuove occasioni di consumo e di rispondere alla domanda crescente di esperienze di qualità.
Gli sciroppi, prodotto funzionale alla preparazione di cocktail e bevande personalizzate, registrano un incremento del 4,12% a valore, attestandosi a 1,2 milioni di euro, mentre il volume cresce più moderatamente dello 0,55%. Anche gli energy drink proseguono il loro percorso di crescita con un fatturato di 2,1 milioni di euro in aumento del 2,38% a valore e del 2,89% a volume, confermando la loro attrattività presso i target più giovani.
Geografia dei consumi: il Nord Ovest traina, il Sud arranca
L’analisi territoriale evidenzia performance profondamente differenziate. L’Area 1 (Nord Ovest: Piemonte, Val d’Aosta, Liguria, Lombardia) si distingue come unica area geografica in crescita, con un fatturato di 41,7 milioni di euro e un incremento del 2,05% a valore e del 2,07% a volume. L’area performa positivamente in quasi tutte le categorie, con l’eccezione dei vini speciali che registrano un trend negativo del -5,15% a valore.
L’Area 2 (Nord Est: Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna) mostra una sostanziale stabilità con 54,7 milioni di euro di fatturato e una flessione minima del -0,04% a valore, mentre il volume cala del -2,15%. Nella categoria vini, il trend è tornato positivo dopo un primo semestre di sofferenza, con una crescita dello 0,77% a valore.
Maggiori difficoltà si registrano nell’Area 3 (Centro: Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Sardegna), che con 36,0 milioni di euro di fatturato evidenzia un calo del -4,33% a valore e del -7,17% a volume. L’Area 4 (Sud: Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia) conferma il trend negativo con 51,1 milioni di euro e una flessione del -3,22% a valore e del -7,14% a volume. In entrambe le aree, l’unica categoria in crescita rimane quella degli aperitivi e vermouth, rispettivamente al 4,03% e all’1,57% a valore.
I sottocanali: ristorazione in ripresa, serale in sofferenza
L’analisi dei sottocanali Horeca rivela dinamiche differenziate nei comportamenti di consumo. I bar diurni, che rappresentano il 46,1% del mercato a valore nel trimestre giugno-agosto 2025, hanno subito un rallentamento durante il periodo estivo con un fatturato di 84,7 milioni di euro in flessione del -1,69% a valore e del -4,82% a volume. Il sottocanale perde 0,2 punti percentuali di quota a valore rispetto all’anno precedente. Le uniche categorie positive nei bar diurni sono superalcolici (+3,78%), aperitivi e vermouth (+4,60%), energy drinks (+1,36%) e sciroppi (+5,96%).
La ristorazione mostra segnali di tenuta e leggera ripresa durante i mesi estivi, con un fatturato di 64,9 milioni di euro e una crescita dello 0,39% a valore, nonostante una contrazione del -2,61% a volume. Il sottocanale guadagna 0,6 punti percentuali di quota, raggiungendo il 35,3% del mercato a valore. Le performance negative si concentrano su birre (-1,39%) e acque (-0,59%), mentre spiccano le crescite di aperitivi e vermouth (+11,68%), bibite gassate (+2,15%) e bibite piatte (+2,48%).
I locali serali e notturni confermano un anno di forte sofferenza, con un fatturato di 34,0 milioni di euro in calo del -3,70% a valore e del -5,32% a volume. Il sottocanale perde ulteriori 0,4 punti percentuali di quota, scendendo al 18,5% del mercato a valore. Quasi tutte le categorie registrano andamenti negativi, con l’eccezione di aperitivi e vermouth (+2,61%) ed energy drinks (+5,66%). La contrazione del serale sembra riflettere un cambiamento strutturale delle abitudini di consumo, condizionato da normative più rigide e da una maggiore attenzione al benessere da parte dei consumatori più giovani.
Turismo a due velocità e potere d’acquisto eroso
Secondo le considerazioni del consorzio Cda, il comportamento del consumatore mostra una chiara riduzione della frequenza di uscita e delle quantità consumate per occasione. Il turismo internazionale, caratterizzato da abitudini di vacanza più destagionalizzate e orientate verso mete naturali come collina e montagna rispetto a mare e grandi città d’arte, si è confermato trainante per il settore. Al contrario, il turismo locale ha evidenziato segnali di frenata significativi, con molti stabilimenti balneari che nei mesi centrali della stagione estiva hanno registrato una contrazione importante delle presenze, con file di ombrelloni vuote e spiagge semi-deserte.
I rincari generalizzati e il contesto economico difficile per le famiglie italiane hanno inciso profondamente sulle abitudini di vacanza, generando un quadro a due velocità: dinamico e vitale per i flussi internazionali, più prudente e contenuto per quelli interni. Questo fenomeno si riflette anche sulle modalità di fruizione delle vacanze estive, oggi più brevi e razionalizzate rispetto al passato.
Un mercato in transizione profonda
L’analisi dei dati CDA per il trimestre estivo 2025 evidenzia quindi un mercato del fuori casa che attraversa una fase di trasformazione strutturale caratterizzata da quattro dinamiche principali. Si consolida l’impatto della riduzione del potere d’acquisto: i consumatori escono meno spesso e, quando lo fanno, consumano in modo più contenuto per risparmiare. Questa razionalizzazione si riflette anche sulle modalità di fruizione delle vacanze estive.
Cresce la ricerca di esperienze di consumo qualificate, in particolare nell’ambito degli aperitivi e della mixology, ma con una crescente attenzione al benessere. I giovani mostrano una preferenza sempre più marcata per opzioni low e no alcol, alimentando la domanda per proposte innovative che coniugano socialità e moderazione.
Il valore medio per punto di vendita continua a ridursi, complice la forte contrazione dei locali serali e notturni e lo spostamento verso consumi più diurni e leggeri. Questo fenomeno impatta sulla redditività degli operatori e richiede nuove strategie.
I flussi turistici e le modalità di vacanza stanno cambiando, segnando un adattamento del comportamento del consumatore al nuovo contesto economico e sociale. La capacità del settore di intercettare queste nuove dinamiche determinerà le prospettive di crescita nei prossimi trimestri.
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