Schlein difende Repubblica: “Dall’Ungheria grave attacco”
Elly Schlein difende Repubblica dopo l’attacco del governo ungherese. “Grave l’attacco del governo ungherese a Repubblica, a cui esprimiamo piena solidarietà – afferma la segretaria del Pd -. È inaccettabile ogni forma di ingerenza e di intimidazione nei confronti della libertà di stampa e dell’indipendenza dei media italiani. Mi aspetto che anche Giorgia Meloni e il governo italiano difendano il quotidiano e, soprattutto, questi valori fondamentali che dovrebbero essere pienamente rispettati e condivisi da tutte le forze politiche”.
Il governo ungherese attacca Repubblica per l’intervista a Orbán, la risposta della direzione
La leader dem prosegue: “Quello di Orbán è un viaggio dai contorni ancora poco chiari e dalle implicazioni geopolitiche preoccupanti che sembrano voler spingere l’Italia verso una posizione di contrasto con l’Unione Europea, nel tentativo di assecondare gli interessi nazionalisti di Orbán e il suo legame economico ed energetico con la Russia di Putin”.
Schlein aggiunge: “Speriamo che la presidente Meloni gli abbia detto quanto sia strategico per l’Italia proseguire con gli investimenti comuni europei, senza i quali saremmo in recessione, e quanto sia importante condividere le responsabilità sull’accoglienza di chi arriva in Italia. E che si chiarisca con il suo ministro degli Esteri che ha dichiarato cose diverse rispetto a quelle affermate da Orbán, che lei invece non ha smentito.”
Sulla questione intervengono anche gli esponenti del Movimento 5 stelle in vigilanza Rai: “Dopo Report, ora anche Repubblica. È il secondo giorno di fila che da Budapest arrivano attacchi e bordate contro la stampa italiana. Il tutto proprio mentre Orban è a Roma e mentre da Palazzo Chigi non si alza nemmeno una voce di protesta. Quindi glielo chiediamo nuovamente: Giorgia Meloni sente o no il dovere di difendere la libertà di stampa e i giornalisti italiani? O il suo patriottismo si ferma ai confini ungheresi, quando a criticare la stampa libera è un suo amico e alleato politico?”.
Per Avs, Nicola Fratoianni commenta: “Conosciamo bene i comportamenti e le iniziative dei consiglieri del primo ministro ungherese: li abbiamo visti all’opera in tutti questi anni per contrastare la verità sulla vicenda che ha portato Ilaria Salis nelle terribili carceri di Orban. Sappiamo bene che per quel regime gli oppositori, i magistrati, gli intellettuali , i giornalisti sono scomodi.E anche l’episodio che coinvolge oggi il quotidiano La Repubblica ne è una conferma”.
Solidarietà arriva anche da Italia Viva: “Le parole di Budapest contro un giornale italiano – afferma Maria Elena Boschi – sono un grave segnale di intolleranza verso la libertà di stampa, uno dei pilastri fondamentali della democrazia europea. Esprimiamo piena solidarietà al quotidiano la Repubblica e ai suoi giornalisti”.
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