Conoscenza, formazione e sicurezza per favorire investimenti consapevoli
La riforma del Testo Unico della Finanza per adeguarlo ai cambiamenti intervenuti sul fronte del risparmio e degli investimenti. Le azioni da mettere in campo per favorire una maggiore consapevolezza negli investimenti. Gli strumenti per contrastare le truffe online. Ne abbiamo parlato con Luigi Conte, presidente di Anasf, l’associazione dei consulenti finanziari.
Presidente, siamo nel mese dedicato all’educazione finanziaria: a che punto è il nostro Paese?
“Italiani popolo di risparmiatori, verrebbe da dire. Ma, come ogni talento, anche il risparmio richiede cura e consapevolezza per non disperdersi. Da quando sono presidente di Anasf, la nostra azione sociale si concentra proprio su questo obiettivo, che coincide pienamente con la missione della nostra professione. Ci conforta il 25esimo Rapporto sul Risparmio e sulle Famiglie italiane di Acri-Ipsos, secondo cui il risparmio è oggi percepito come forma di tutela, leva di inclusione sociale e strumento di indipendenza economica per i giovani. Tuttavia, molti cittadini, disorientati dal profondo cambiamento del contesto economico dagli anni Settanta a oggi, non sanno ancora come valorizzare il proprio risparmio. I dati lo confermano: l’indagine Ocse/Inge 2023 colloca l’Italia al 36esimo posto su 39 Paesi per competenze finanziarie, mentre la liquidità inattiva sui conti correnti ammonta a circa 1.500 miliardi di euro, secondo la Banca d’Italia. Ecco perché servono cultura, conoscenza e, allo stesso tempo, protezione da chi non è abilitato a prendersi cura del risparmio degli italiani”.
Cosa si potrebbe fare per migliorare la situazione?
“Le posso parlare della nostra risposta, che si articola in tre pilastri: conoscenza, formazione e sicurezza. La conoscenza è fondamentale per superare l’idea, ancora diffusa, che il mercato finanziario sia per pochi o che sia popolato da figure simili a quelle rappresentate da un certo immaginario cinematografico americano. Non è così. Il consulente finanziario è una figura regolamentata, vigilata da diverse Autorità e sottoposta a obblighi stringenti di professionalità e trasparenza. La formazione, infatti, è un elemento centrale. Noi consulenti finanziari abbiamo un obbligo continuo di aggiornamento, ma crediamo che la formazione debba diventare un patrimonio condiviso, un vero asset educativo per tutti i cittadini, in particolare per i più giovani. In questi anni Anasf ha intensificato il dialogo con istituzioni, mondo politico e sistema scolastico, contribuendo all’approvazione, nel 2024, del Ddl Capitali, che introduce i fondamenti della finanza nell’insegnamento dell’educazione civica”.
Come giudicate questa innovazione normativa?
“Si tratta di un passo avanti importante, che va nella direzione dell’obiettivo a cui puntiamo: rendere l’educazione finanziaria una materia autonoma e stabile nel percorso scolastico. Aggiungo che, accanto a questo lavoro istituzionale, proseguiamo da tempo anche nelle scuole e nei territori: dal 2009 il progetto economic@mente ha coinvolto oltre 58 mila studenti in più di 550 scuole superiori, e l’iniziativa “PianificaLaMente” ha permesso di incontrare migliaia di cittadini adulti attraverso eventi locali. Si tratta di un’azione capillare che punta a costruire consapevolezza reale e inclusiva. L’unione di intenti tra professionisti e associazioni è essenziale per diffondere una cultura finanziaria solida, accessibile e di qualità”.
Intanto si parla di una possibile riforma del Tuf: qual è la vostra posizione?
“Sì, crediamo che sia fondamentale avere una cornice regolamentare solida e moderna per favorire davvero lo sviluppo del mercato finanziario, come ha sottolineato benissimo il sottosegretario Federico Freni”.
Su cosa intervenire in particolare?
“Non si tratta di riscrivere tutto, ma di intervenire sul Testo Unico della Finanza in modo mirato, migliorando ciò che serve senza creare discontinuità o incertezza per investitori e operatori. L’obiettivo è un impianto normativo chiaro, rigoroso e al tempo stesso operativo, che permetta di favorire l’innovazione, attrarre investimenti, sostenere la crescita delle imprese e valorizzare il risparmio, mantenendo sempre alta l’attenzione sulla tutela dei risparmiatori. Crediamo che sia essenziale che il legislatore e le autorità di vigilanza continuino a dialogare con chi lavora quotidianamente nel settore. Il confronto con il mondo professionale e associativo permette di costruire soluzioni più efficaci e sostenibili. Da parte nostra c’è piena disponibilità nel contribuire con competenze e esperienza, affinché l’ecosistema finanziario italiano sia pronto ad affrontare le sfide e cogliere le opportunità dei prossimi anni”.
Cambiamo discorso, ma restano sull’attualità. Nell’era della transizione digitale, cosa possono fare i risparmiatori per difendersi dalle truffe?
“Sul tema della sicurezza, mi lasci dire che non arriviamo impreparati. Crediamo che sia un fronte su cui abbiamo lavorato con grande anticipo. A marzo, a Consulentia25, abbiamo dedicato l’intero evento all’intelligenza artificiale. La mia relazione inaugurale era costruita come un’esperienza immersiva: ho dialogato dal vivo con un avatar 3D, di fronte a più di tremila persone, che modulava persino l’illuminazione dei braccialetti distribuiti ai partecipanti. Il messaggio era chiaro: la tecnologia va compresa e governata, non subita”.
In che modo?
“Questo è possibile solo se restiamo una comunità professionale coesa e credibile agli occhi dei cittadini. La crescente complessità del digitale e dell’intelligenza artificiale porta con sé grandi vantaggi operativi, ma anche un aumento delle frodi. Ci troviamo di fronte a messaggi intenzionalmente ingannevoli, che promettono guadagni facili e tradiscono la fiducia dei risparmiatori. In questo contesto, il nostro ruolo diventa ancora più centrale. Il consulente finanziario aiuta il risparmiatore a leggere criticamente gli strumenti, a capire chi ha davanti, a evitare scelte impulsive. Affidarsi a un professionista significa proteggere e valorizzare il proprio risparmio. E oggi questo valore è più evidente e riconosciuto che mai”.
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