Consulenti finanziari, peggiora la conoscenza Esg: si torna al livello di cinque anni fa

La complessità Esg continua a riversarsi sia sui clienti sia sui consulenti, ma con segnali nuovi rispetto agli anni passati: l’interesse per i prodotti che integrano criteri Esg resta significativo e si accompagna a una crescente attenzione non solo al prodotto ma anche a chi quel prodotto lo crea. Sul livello consulente, emerge l’effetto incertezza generato dalla recente entropia normativa e politica: il peggioramento di conoscenza e la confusione hanno raggiunto il livello massimo degli ultimi cinque anni, con i consulenti che ammettono di non sapere. Sono i messaggi chiave che emergono dalla XI edizione della ricerca “L’evoluzione Esg consulente-cliente” che mira ad analizzare le scelte di investimento dei clienti dei consulenti finanziari e il rapporto tra questi ultimi e la propria rete di appartenenza rispetto alla dimensione Esg.

I risultati dell’edizione 2025 dell’indagine, realizzata da Anasf (l’Associazione Nazionale dei Consulenti Finanziari) e da ET.Group – The ESG knowledge company, think tank specializzato in sostenibilità e ideatore del salone.SRI, saranno presentati ufficialmente il 19 novembre in Borsa Italiana, a Milano, durante il salone.SRI con la tavola rotonda, delle ore 11.40, “I nuovi driver di mercato per prodotti Esg e consulenti”. La registrazione alla conferenza (sulla pagina dedicata) è gratuita. L’ingresso in sala sarà consentito fino ad esaurimento posti.

Lato consulenti, dunque, si registra una presa di coscienza della maggiore complessità: “So di non sapere”. Solo il 55% e il 13% dei consulenti dichiarano di possedere una conoscenza “buona” od “ottima” delle caratteristiche Esg di un prodotto, il minimo assoluto degli ultimi cinque anni. Interrogati sulla propria conoscenza di quanto sia sostenibile la Sgr, in quanto azienda, aumenta, e di tanto, la quota di chi la considera insufficiente o nulla (10%). Questi spostamenti mostrano gli effetti negativi che la confusione normativa e le varie retromarce hanno avuto sui consulenti.

Lato cliente, il 2025 mostra una crescita nella porzione di investitori attratti da asset che giocano un ruolo decisivo nella sostenibilità futura (adattamento e mitigazione), salita al 27% rispetto al 23% dell’anno precedente. Un altro elemento che emerge con forza è l’interesse verso l’identità Esg del gestore: il 25% dei consulenti segnala che i clienti utilizzano l’identità del gestore per districarsi nell’ambiguità creata dalla miriade di fondi che si dichiarano sostenibili; sale inoltre in modo significativo, al 12%, la quota che considera la valutazione Esg del gestore come un’ulteriore variabile di rischio. Questi elementi sono l’ulteriore conferma che la clientela guarda ora anche alla Sgr che produce il prodotto, in quanto azienda, e non solo al prodotto stesso. Infine, l’ambiguità informativa si dimostra uno dei nodi principali: la classificazione Sfdr (art. 8 e art. 9) non pare aver risolto la confusione lato cliente, con l’8% che utilizza erroneamente la classificazione come label.

Luigi Conte, presidente di Anasf ha commentato: “Oltre due terzi dei consulenti finanziari rispondenti al sondaggio si attribuisce una valutazione buona o ottima rispetto ai prodotti sostenibili, tuttavia tale percentuale è decrescente rispetto agli anni passati. Ad inficiare questo aspetto è anche la normativa SFDR, che dovrebbe promuovere maggiore trasparenza sui prodotti finanziari sostenibili ma risulta viceversa complessa e difficile da applicare. Ciò influenza negativamente la diffusione di soluzioni finanziarie sostenibili. Anasf rimane vigile sulle evoluzioni regolamentari e partecipa attivamente alle consultazioni in materia, con l’obiettivo di rappresentare al meglio le esigenze della categoria e dei risparmiatori”.

Luca Testoni, fondatore ET.Group, ha commentato: “La ricerca evidenzia una progressiva consapevolezza che i fattori Esg rappresentano uno strumento con elevato potenziale, ma da maneggiare con cautela, cioè con una conoscenza approfondita. Questa conoscenza riguarda le caratteristiche del prodotto, ma, sempre più, anche l’identità Esg del gestore che fabbrica quel prodotto. Questi aspetti di frontiera, ancora una volta, confermano il ruolo cruciale del consulente nella guida del cliente”.

Salone.SRI Milano

Appuntamento il 18 e 19 novembre prossimi a Milano, in presenza, a Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana. L’edizione 2025 del primo evento in Italia dedicato all’intera filiera della finanza sostenibile vedrà la partecipazione diretta di oltre 30 tra Asset Manager, Banche, Assicurazioni, Fondi Pensione, Aziende, Advisor e Studi Legali ed esponenti delle maggiori istituzioni finanziarie tra cui Bce, Bei, Consob e Banca d’Italia. La giornata del 18 novembre, su invito, si svilupperà su tre tavoli di lavoro della finanza guidati da Msci, Morningstar e PwC, con partecipazione su invito, due main conference, e la proclamazione degli ESG Identity Award: a questo link la pagina dedicata per maggiori informazioni.

L’appuntamento del 19 novembre si svolgerà invece nel format abituale, ovvero sarà aperto al pubblico previa registrazione, e prevede, accanto all’area espositiva, una serie continua di conferenze, leadership panel e tavoli di lavoro nel Parterre e nelle sale del Centro Congressi di Borsa Italiana: a questo link il programma. Salone.SRI, ha coinvolto un parterre di relatori e partner istituzionali di elevato standing. Il gruppo dei partner istituzionali del progetto salone.SRI comprende: Adepp, Aiaf; Aifi; Aipb; Anasf; Assiom Forex; Assofondipensione; Assoprevidenza; Assoreti; Cfa Society Italy; Efpa; Forum per la Finanza Sostenibile; Mefop.

Gli Official Sponsor dell’edizione 2025 di salone.SRI sono Morningstar e Msci, accompagnati da PwC (Consulting Firm Official Sponsor), Bper (Bank Official Sponsor), Unipol Assicurazioni (Insurance Official Sponsor), Fondo Italiano d’Investimento (Private Markets Official Sponsor) e Fivers (Law Firm Official Sponsor). Gli altri sponsor che compongono l’edizione di quest’anno sono: Anima Sgr, Banca Ifis, Bnp Paribas Asset Management, Clarity Ai, Dpam, Etica Sgr, Eurizon, Fideuram Asset Management Ireland, Goldman Sachs Asset Management, Gruppo Banca Finint, Impact Sgr, Intesa Sanpaolo Assicurazioni, Italmatch Chemicals, Lombard Odier Im, Mesa, M&G Investments, Nordea Asset Management, Poste Italiane, Sail Investments, Schroders, S&P Global Ratings, Smart Capital e Swisscanto.

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