Longevità: coltivare amicizie è meglio di integratori e protocolli
Le persone sono ossessionate dagli integratori e dai biohack, inseguono pillole e protocolli esotici. Eppure uno dei fattori di longevità più potenti è sotto i nostri occhi: coltivare relazioni solide, stabili, quotidiane.
In un recente studio pubblicato su Brain, Behavior, & Immunity – Health sono stati coinvolti 2.117 adulti della coorte MIDUS, ed è stato costruito un “punteggio di vantaggio sociale cumulativo” che integra quattro domini: qualità dei rapporti familiari, pratica/coinvolgimento religioso o spirituale, sostegno emotivo, integrazione e impegno nella comunità. Questo indice è stato messo a confronto con marcatori biologici di invecchiamento e salute.
Lunga vita: l’archivio completo
I risultati indicano che un capitale sociale più ricco si associa a:
A pesare non sono soltanto i legami stretti. Appartenenza e partecipazione—sentirsi parte di un gruppo, fidarsi, contribuire—appaiono determinanti almeno quanto la singola relazione intima. È il tessuto sociale complessivo, ampio e regolare, a fare la differenza.
Restano i limiti: disegno osservazionale, possibilità di causalità inversa (peggior salute -» ritiro sociale) e confondimento residuo nonostante gli aggiustamenti. La coerenza dei segnali su più marcatori indipendenti rafforza tuttavia l’interpretazione che la vita sociale agisca come “leva fisiologica” dell’invecchiamento sano.
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Sul piano applicativo, la costruzione di capitale sociale beneficia di ritualità e continuità. Interventi pratici possono articolarsi su tre livelli:
Legami stretti: momenti ricorrenti di qualità (es. una passeggiata settimanale, una cena senza schermi).
Comunità: attività condivise con giorno fisso e ruolo chiaro (coro, squadra amatoriale, gruppo di lettura, volontariato).
Valori/rituali: cornici regolari, religiose o laiche, che sostengano appartenenza e significato.
Per la sostenibilità comportamentale, una semplice euristica è la regola 30-3-2: ogni settimana 30 minuti di attività di gruppo, 3 contatti intenzionali con persone diverse e 2 appuntamenti fissi sempre uguali. Possono aiutare promemoria ricorrenti, luoghi comodi e un’aspettativa realistica: meglio brevi incontri regolari che iniziative sporadiche e ambiziose.
Take home messages
Ref:
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2666354625001541
Aureliano Stingi, dottore in biologia molecolare, lavora nell’ambito dell’oncologia di precisione e longevità
Instagram: Aureliano _Stingi X: @AurelianoStingi
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