Ruffini scende in campo: “Scuotiamo la politica, la destra non è imbattibile”
“Sabato riuniremo a Roma i Comitati Più uno che si sono costituiti in tutte le regioni e assieme decideremo come strutturare un Movimento che intende ridare voce a cittadini non rassegnati a una democrazia a bassa intensità. Con l’obiettivo di scuotere la nostra parte politica, un campo largo che oramai pratica una vocazione minoritaria: quella che ti fa sentire sempre dalla parte del giusto, ma senza confrontarsi davvero con l’ambizione del governo”. Ernesto Maria Ruffini, ex direttore dell’Agenzia delle Entrate, in un’intervista a La Stampa lancia l’appuntamento nella capitale fissato per il prossimo fine settimana. “Davanti a una destra, che sembra imbattibile ma non lo è – aggiunge – ricordiamoci la lezione dei partiti del primo Ulivo, che non si chiusero in se stessi e furono lungimiranti: si aprirono ai Comitati di cittadini, si rivolsero alle persone, rendendole protagoniste”. “Il Pd – prosegue quindi Ruffini – sembra essersi arreso davanti al partito di maggioranza assoluta, che è quello degli astenuti, abbandonando così la sua vocazione maggioritaria. Occorre riprendere quella bandiera: non si tratta di capire quanto sia largo il campo di chi sta già dentro, ma semmai aprire il campo a chi ne è uscito, ad esempio con il non-voto. Certo, è più facile amministrare il proprio consenso, ma la politica è saper affrontare anche sfide difficili”.
Infine, rispetto alla necessità di dar vita a un partito cattolico e di centro, afferma che non serve “né l’uno, né l’altro”. “Non si tratta di fare operazioni da laboratorio: immaginare una formazione di centro o cattolica, funzionale a un’altra che si è spostata a sinistra. È stata ammainata la bandiera del centrosinistra e dell’Ulivo ma quella è la bandiera da risollevare, non un pezzo”, conclude Ruffini.
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