Crosetto al Copasir il 2 dicembre per il nuovo pacchetto di armi a Kiev. Oggi il Consiglio di Difesa

Ora c’è una data, attesa da giorni. Il ministro della Difesa Guido Crosetto martedì 2 dicembre presenterà in Copasir il decreto interministeriale relativo al dodicesimo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina. Il provvedimento, come quelli precedenti, sarà secretato e non necessita dell’autorizzazione del Parlamento.

I dubbi della Lega sul nuovo invio di armi all’Ucraina e sul decreto da approvare a inizio 2026 per rinnovare gli aiuti militari a Kiev sono stati per giorni al centro del dibattito politico, tra attacchi dell’opposizione e schermaglie interne alla maggioranza di governo. Nelle crepe interne al centrodestra, create dalle preoccupazioni e dalle richieste di chiarezza avanzate dalla Lega dopo lo scandalo corruzione che ha coinvolto importanti esponenti delle istituzioni ucraine, si infilano in particolare i riformisti del Pd, che chiedono al governo di arrivare presto in aula con il nuovo decreto.

Oggi è in programma il Consiglio supremo di difesa convocato nel pomeriggio al Quirinale dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a cui partecipano la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i ministri competenti. All’ordine del giorno: l’esame dell’evoluzione dei conflitti in corso e delle iniziative di pace, con particolare riferimento all’Ucraina e al Medio Oriente. Sul tavolo anche il tema delle minacce ibride, ma il dossier più delicato riguarda il conflitto tra Mosca e Kiev e il sostegno al presidente Zelensky che l’Italia non ha mai fatto mancare. Il nodo principale resta l’adesione al Purl (Prioritised Ukraine Requirements List) per acquistare equipaggiamenti militari dagli Stati Uniti da inviare all’Ucraina. Ieri sul conflitto, in occasione del suo discorso al Bundestag per la cerimonia della ‘Giornata del lutto nazionale’, a 80 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, è tornato a parlare il capo dello Stato, sottolineando che, come per altre guerre, a essere colpiti sono soprattutto i civili. “Questo non può rimanere ignorato e impunito – ha detto Mattarella – La guerra di aggressione è un crimine”.

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