Andrea Occhipinti: “Film belli e sale anti-caldo il futuro del cinema d’estate è tracciato”

ROMA – A ndrea Occhipinti, distributore e fondatore di Lucky Red, quest’estate abbiamo visto che quando ci sono film attesi il pubblico va in sala anche a luglio e agosto. Perché invece il cinema italiano continua a concentrare le uscite forti tra autunno e Natale?

«Storicamente noi non andavamo al cinema d’estate. È una novità che ha cominciato piano piano a imporsi anche in Italia. In America i film importanti escono d’estate, è una stagione quasi più importante del Natale. Da noi quei film non uscivano: arrivavano a fine agosto o a settembre, perché l’Italia non era considerata un mercato in cui la gente andava al cinema d’estate».

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Quando è cambiato?

«Anche grazie a un’iniziativa che presi quando ero presidente dei distributori. Andai a Barcellona, incontrai i responsabili delle major e portai uno studio che dimostrava quanto fosse sbagliato non far uscire i film americani in Italia tra luglio e agosto e quanto quei film perdessero arrivando da fine agosto in poi, quando si sovrapponevano ad altre uscite. Da allora hanno cominciato a cambiare strategia. Il 2019 fu un anno molto importante per l’estate, poi è arrivata la pandemia. Il momento in cui l’estate si è manifestata di nuovo al suo meglio è stato l’anno di Barbie e Oppenheimer, il 2023».

Però il cinema nazionale continua a mancare.

«Ma questo succede anche negli altri Paesi. In Spagna ci sono state eccezioni, soprattutto con film di genere, che hanno funzionato molto bene. Anche la Francia ha fatto uscire qualche film importante ad agosto. Ma il grosso delle produzioni nazionali europee normalmente non esce in questo periodo».

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Eppure quest’estate dimostra che se c’è il film c’è anche il pubblico.

«Se Zalone uscisse d’estate potrebbe fare lo stesso risultato, forse anche di più. Oggi ci sono anche le infrastrutture: sale con l’aria condizionata, gradevoli, dove si sta bene. In America il cinema estivo è nato anche per questo, perché faceva caldo e la gente andava nelle sale con l’aria condizionata. Da noi molti anni fa non era così. Adesso il pubblico ha capito che d’estate ci sono i film e che nelle sale si sta bene. I ragazzi in particolare vanno al cinema».

L’effetto traino dei blockbuster potrebbe funzionare anche per un film italiano?

«Sì, il cinema popolare potrebbe avere molto successo d’estate. Ma oggi c’è un fattore nuovo».

Quale?

«La Generazione Z. È la generazione che va di più al cinema. C’è un nuovo pubblico di ragazzi che non va a vedere soltanto i film commerciali: vede il cinema d’autore, i classici restaurati, che noi abbiamo cominciato a riproporre e che oggi propongono molte altre società . Le sale sono piene di ragazzi. Sono cinefili e oggi sono il gruppo di pubblico che va di più al cinema».

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Dopo un’estate come questa, farebbe uscire un film italiano importante a luglio o agosto 2027?

«Sicuramente. I ragazzi sono molto interessati al genere e sono molto attenti alla comunicazione: se riesci a raggiungerli, capiscono subito che quel film può interessarli. Anche una commedia potrebbe funzionare. Più il pubblico è tradizionale, meno probabilmente è disposto ad andare a vedere un film italiano d’estate. Più invece è giovane, più quel film ha possibilità di avere successo».

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