Disgrafia: così una penna intelligente osserva come scrivono i bambini

Non presta attenzione soltanto a quello che i bambini scrivono su un foglio di carta, ma anche a come lo scrivono. È THInkPen (Tele-Health Ink Pen), una speciale penna sensorizzata che permette a chi la usa di scrivere come se fosse una penna normale, mentre i suoi sensori registrano la pressione sulla carta, la fluidità del movimento, l’inclinazione della penna e, grazie all’intelligenza artificiale, riescono a individuare i possibili segnali di difficoltà di scrittura. Uno strumento, presentato dai suoi ideatori del Politecnico di Milano e dell’Università dell’Insubria in uno studio pubblicato su Plos Digital Health, che potrebbe aprire una nuova strada nello screening precoce della disgrafia.

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Una penna normale, ma diversa

Ideata inizialmente per lo screening delle malattie neurodegenerative, THInkPen è stata testata su oltre 700 bambini, lungo l’intero ciclo della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado. Agli studenti è stato chiesto di utilizzare la penna durante le due prove della Bvsco-3, la Batteria per la valutazione della scrittura e della competenza ortografica, uno dei test più usati nel nostro Paese per valutare la disgrafia, la disortografia e le difficoltà di scrittura. La novità di THInkPen, tuttavia, risiede nel fatto che il bambino continua a scrivere sulla carta con una penna simile a quella che usa tutti i giorni e non modifica, perciò, il proprio modo di scrivere per adattarsi agli strumenti di screening, come i tablet.

L’analisi del gesto

Una volta raccolti i dati della penna, i ricercatori li hanno analizzati per valutarne la correlazione con i punteggi clinici, la progressione nel corso degli anni scolastici e l’utilità nell’individuazione delle difficoltà di scrittura attraverso specifici algoritmi di intelligenza artificiale. Dai risultati, gli autori hanno notato relazioni significative e coerenti tra gli indicatori digitali e i punteggi clinici, confermando quindi le capacità della penna. Ma non solo: i modelli di intelligenza artificiale sono stati capaci di distinguere gli studenti con difficoltà di scrittura (identificati sulla base dei loro risultati BVSCO-3) dagli altri studenti, mentre le tecniche di Explainable AI, ossia l’intelligenza artificiale spiegabile, hanno permesso di identificare quali caratteristiche della scrittura contribuiscono a determinare un rendimento inferiore alla media. Infine, l’analisi statistica svolta su tutti i livelli scolastici ha mostrato che gli indicatori digitali hanno riprodotto il normale andamento di miglioramento nella scrittura osservato da un anno scolastico all’altro, evidenziando la sensibilità della penna nel descrivere lo sviluppo delle abilità di scrittura.

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Uno strumento per le scuole

Va precisato, tuttavia, che questo strumento non sostituisce una diagnosi, ma aiuta a individuare precocemente gli studenti che potrebbero effettivamente aver bisogno di ulteriori approfondimenti e a indirizzarli, se necessario, ai servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. Servizi che oggi devono far fronte a una sempre crescente domanda e a tempi di attesa molto lunghi ed è per questo che diventa cruciale avere a disposizione strumenti di screening affidabili che possano aiutare le scuole a comprendere meglio la natura delle difficoltà scolastiche. “L’utilizzo di THInkPen per analizzare non solo il prodotto scritto finale, ma l’intero processo di scrittura, potrebbe favorire l’individuazione precoce delle difficoltà di scrittura nelle scuole, facilitando così l’attivazione tempestiva ed efficace dei servizi clinici”, ha spiegato Simona Ferrante, coordinatrice dello studio.

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