Ultimo, sorpresa per i fan: assiste al docufilm del suo concerto a Tor Vergata in un cinema di Roma

È il 22 settembre, un appuntamento ormai sacro per i fan di Ultimo, che anche quest’anno non sono stati delusi. In occasione del debutto nelle sale cinematografiche del docufilm Ultimo – Tutto. Live a Tor Vergata, il cantautore romano si è presentato a sorpresa all’Uci Cinemas di Porta di Roma per assistere alla prima proiezione insieme ai suoi fan.

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Ultimo infatti sbarca al cinema per celebrare il concerto evento dello scorso 4 luglio, quando ben 250mila persone si sono radunate nell’immensa spianata di Tor Vergata solo per lui e per la sua musica. Il docufilm che porta sul maxischermo racconta non solo la magia vissuta sul palco, ma anche tutto ciò che è successo dietro le quinte. Le proiezioni sono in programma dal 22 al 30 settembre nelle sale di tutta Italia. I fan più affezionati conoscono benissimo la storia che si cela dietro questa data: 22 settembre è il titolo di una delle canzoni più rappresentative e amate del cantautore. Una vera e propria dichiarazione intenti.

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Ultimo e il 22 settembre

Nel corso degli anni, il 22 settembre si è trasformato in una vera e propria ricorrenza per i fan, celebrata con raduni, incontri e dediche sui social. E per celebrare la giornata, Ultimo ha condiviso sui suoi canali social un messaggio che racconta la genesi del brano e ribadisce ancora una volta il suo legame viscerale con il pubblico: “Buon 22 settembre a tutti gli ultimi là fuori. Dieci anni fa oggi ero per la prima volta sulla ruota di Londra a sognare la vita che volevo. Da lì è partito il titolo di questa canzone. Quel giorno ha ispirato la prima strofa, continuando poi dalla seconda a parlare di altro”.

“Non volevo che rimanesse solo una canzone d’amore – scrive ancora – volevo dire di non sentirsi soli anche se si vive da esclusi, perché io lo sono stato e ridevo a squarciagola rincorrendo quello che volevo. In questa canzone ho promesso che non avrei scritto solo musica, ma la vita della gente. In questa canzone ci siamo noi tutti, e fa sentire me stesso portavoce di un qualcosa di più grande”.

“Perché ho avuto la presunzione di chiamarla ‘missione’ e così continua a essere. Cantare in pieno inverno per dar la primavera, questo è quello che faccio. Con voi, ma anche con me. Per voi, ma anche per me. Auguri a noi”, conclude.

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