Elena Sofia Ricci: “Teresa Battaglia guarda il male negli occhi”. Trama e cast della prima puntata
I capelli lunghi raccolti nella treccia, i modi sbrigativi, un intuito formidabile che la porta a capire subito chi ha davanti: Elena Sofia Ricci torna protagonista su Rai 1, da lunedì 12 ottobre, nei panni della profiler Teresa Battaglia, nella terza stagione della serie dal titolo Figlia della cenere diretta da Kiko Rosati. La fiction è tratta dall’omonimo libro (Longanesi) di Ilaria Tuti.
“È una donna ruvida, aspra, scontrosa, che studia i profili psichiatrici dei serial killer”, spiega l’attrice, “ama a modo suo perché ci sono tanti modi di amare. Teresa è una donna libera e anticonvenzionale, dotata di intuito e intelligenza raffinatissimi. Combatte i mostri fuori ma anche il mostro che ha dentro, l’Alzheimer”. Accanto a lei, i fidati ispettori Massimo Marini (Giuseppe Spata) e Giacomo Parisi (Gianluca Gobbi). Nel cast anche Massimo Poggio, Fausto Maria Sciarappa, new entry Sara Drago (Call my agent), nei panni di un medico legale. “Non vedevo l’ora di arrivare a questo nuovo capitolo – spiega Ricci – perché posso raccontare tanto di Teresa. Verrà approfondito l’amore in tutte le sue forme possibili. Vedremo quello per Marini, che è come se fosse un figlio, il figlio che non ha mai avuto. E poi ci sarà il ritorno dell’ex marito (Maurizio Donadoni) e capiremo il suo passato, la ferita della violenza”.
La nuova stagione inizia con il ritrovamento del corpo di un uomo a cui l’assassino ha tagliato post-mortem le falangi distali delle dita delle mani e sfondato lo sterno con un oggetto contundente. Un omicidio raccapricciante, a cui presto ne seguono altri, con lo stesso modus operandi. Teresa Battaglia capisce subito che si tratta di un serial killer. Ma non c’è solo questo caso a tormentarla, sarà costretta a affrontare l’ex marito, che l’accusa di essere l’autrice di una serie di minacce.
Ilaria Tuti si è detta “entusiasta e grata per la terza stagione. Sono felice che i personaggi, i luoghi e il cuore della storia” dichiara la scrittrice “siano stati accompagnati con cura e rispetto in questa nuova trasposizione, che interpreta il romanzo con uno sguardo e un linguaggio propri. Mi sono affezionata alla Teresa televisiva e alla sua meravigliosa squadra”.
Prodotta da Publispei e RaiFiction, la serie è un noir che scava nel privato dei personaggi, svelando lati nascosti. “Dedico Teresa Battaglia a persone fondamentali nella mia vita” dice Ricci, “una è mia mamma (Elena Ricci Poccetto, la prima scenografa italiana, morta nel 2018), perché era proprio come Teresa: non contava neanche fino a mezzo secondo prima di parlare. Credo che questa commissaria sia un esempio interessante su come si possano dire le cose, con forza, quando ci sono delle ingiustizie clamorose. E l’altra persona è Armando Pugliese, regista teatrale e il mio più grande maestro. Io penso che in ciascuno di noi dovrebbe albergare una Teresa”.
L’attrice ribadisce, ancora una volta, che bisognerebbe risolvere il problema della messa in onda della prima serata: “Vedo che da settembre abbiamo guadagnato tre minuti, tre. Ma occorre fare di più, bisogna trovare una soluzione. La devono fare finita di mandarci in onda alle dieci, ora 21.55 se vuoi. Basta. La serialità non dovrebbe essere penalizzata, questa è una mancanza di rispetto immensa verso chi lavora mesi al freddo, al caldo, per preparare un prodotto. Poi puoi anche dirmi che lo trovi su RaiPlay ma il bello è guardare una fiction tutti insieme, condividere le emozioni in una classica serata in famiglia. Sulla piattaforma ognuno se la guarda da solo”.
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