L’ex Allegri prova il blitz a Torino: “Juve ferita, serve il miglior Napoli”
Otto stagioni in panchina, dodici trofei vinti e l’agrodolce ricordo di due Champions League solo sfiorate, per colpa di altrettante sconfitte in finale. Massimiliano Allegri ha vissuto alla Juventus i momenti top della sua carriera di allenatore e per questo il suo ritorno a Torino da ex è il piatto forte della super sfida di stasera (20.45) all’Allianz Stadium, nonostante la seconda giornata da scontare di squalifica che obbliga il tecnico del Napoli a seguire i 90’ dalla tribuna. Ma è una notte di amarcord in campo pure per i tanti veterani azzurri del terzo scudetto (da Meret a Di Lorenzo, da Rrahmani a Olivera, da Anguissa a Politano), che si apprestano a ritrovare non senza un pizzico di affettuosa nostalgia da avversario Luciano Spalletti: il loro condottiero della cavalcata trionfale del 2023. Per questo la trasferta in Piemonte ha più che mai un sapore speciale, anche se l’importanza della posta in palio e le preoccupazioni del presente hanno la priorità. Le due squadre sono infatti partite molto male in campionato e sono già staccate entrambe di 11 punti dalla vetta, a quota 14. Soltanto per chi vince lo scontro diretto, dunque, resterà aperto uno spiraglio per guardare con ambizione ai prossimi mesi.
Spalletti sta messo peggio nel duello tra ex e rischia addirittura l’esonero, in caso di ko. La panchina di Allegri ha invece smesso di traballare grazie alle tre prove positive con Bodo, Roma e Monza, che mettono Max nelle condizioni di tornare nella sua Torino con più serenità. Il tecnico ha però snobbato l’amarcord (“È inutile stare tutte le volte a ricordarlo. Ho passato lì dieci anni, metà della mia carriera. Tra l’altro ho mio figlio che ci vive ancora”) e non si è adagiato sui recenti risultati positivi. «I ragazzi hanno appena vinto una bella gara in Lombardia, è vero, però i nostri avversari ci hanno creato difficoltà e c’è stata una bella parata di Milinkovic-Savic, non è stato affatto semplice. Per questo deve regnare l’equilibrio, niente proclami. Bisogna stare zitti e lavorare, perché siamo indietro in classifica e la strada per sistemarla è lunga. Non sarà facile arrivare alla fine tra le prime quattro». Guai a pensare dunque che stasera il Napoli possa partire favorito, ha spiegato il condottiero azzurro. «Troveremo una squadra ferita e arrabbiata, che era stata costruita per stare sempre nelle prime posizioni. Sento dire che la Juventus sarebbe morta, invece la Juve difficilmente muore e spesso in queste situazioni si ricompatta. Avremo bisogno di una grande prestazione per fare un buon risultato».
La vigilia della trasferta a Torino è stata come al solito è stata speciale per i tifosi azzurri, Allegri però la pensa diversamente. «Avverto l’importanza e l’attesa per questa partita, ma è riduttivo per una società come il Napoli che è in Europa da 15 anni. Mettere al centro di tutto la sfida con la Juve non va bene, conta arrivare alla fine tra le prime quattro e non sarà semplice». Il tecnico ha poi negato di essersi votato a un calcio più offensivo, a dispetto degli 11 gol realizzati in 270’. «Non c’è una nuova filosofia e abbiamo anche concesso troppo. Per fare un altro step c’è mancata finora un po’ di attenzione in difesa, bisogna migliorare nel possesso della palla quando siamo in vantaggio e nel complesso in entrambe le fasi. In serie A si segna di più? Sono curioso di vedere l’atteggiamento delle squadre in primavera, quando i punti peseranno di più.». Per Max, in realtà, già stasera.
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