Empatia, immaginazione, futuro, le parole d’ordine di Artissima, al via la fiera a Torino

TORINO – La performance a passi di danza dell’artista britannica Georgina Starr, nello stand della galleria Alma Pearl, ha aperto a Torino l’edizione numero 33 di Artissima, riservata nella prima giornata a collezionisti e operatori, mentre oggi la kermesse entra nel vivo e attende il pubblico all’Oval del Lingotto. La fiera internazionale dell’arte contemporanea si pone al centro di una settimana dedicata alla scena del XX e XXI secolo, già inaugurata dal trittico di mostre di Marisa Merz La danza delle ore, realizzate con lavori storici e inediti alla Fondazione Merz, alla Gam e al Castello di Rivoli, nel centenario della nascita dell’unica protagonista femminile del gruppo dell’Arte Povera.

Alla Pinacoteca Agnelli si celebrano invece i 100 anni dalla prima mostra a Parigi di Alberto Savinio con una retrospettiva che si aspettava da tempo. Molti altri gli appuntamenti in città, dove le serate sono illuminate dalle Luci d’artista, con le nuove creazioni firmate da Tony Oursler, Flavio Favelli e dal trio Canemorto, mentre al mattino si può fare colazione nelle gallerie, aperte domani fino a notte.

Ma la protagonista dell’art week è Artissima, che raduna quest’anno 183 gallerie, di cui il 60% straniere, da 35 Paesi e 4 continenti. Numerosi gli arrivi da Oriente – Cina, Corea del Sud, Giappone e, per la prima volta, dalla Malesia. Poi da tutta Europa, Stati Uniti, Brasile, Cuba, Emirati Arabi Uniti, Sudafrica, Taiwan. Le sette sezioni offrono una panoramica che si estende dalle gallerie più rappresentative nel panorama mondiale alle debuttanti in fiera, fino alle storiche che propongono artisti moderni dimenticati. Ieri era anche la giornata dei collezionisti, in fiera per gli acquisti.

«Torniamo all’Oval con tanta qualità, tenendo ferma la capacità della fiera di essere una fotografia coerente, aggiornata e credibile delle produzioni artistiche continentali», dice Luigi Fassi, alla guida dopo cinque direzioni della fiera: il suo mandato è in scadenza, si saprà a breve se sarà riconfermato. Il tema scelto per l’edizione 2026 è Fancy: A Flexible, Acrobatic Body, ispirato a un pensiero della filosofa americana Martha C. Nussbaum per raccontare la qualità acrobatica e la forza proiettiva dell’immaginazione, resa possibile dall’arte. «Quando parliamo di arte stiamo parlando, secondo Nussbaum, del bene e del male delle nostre comunità» continua Fassi. «Secondo il suo pensiero è con l’arte che dobbiamo nutrire l’immaginario e allenarci all’empatia».

Negli stand, video e installazioni lasciano il posto soprattutto a pittura e scultura. Accanto a un’arte più accattivante, si trovano tracce di underground in gallerie giovani come Apartamento di Marsiglia, dove Fábio Colaço interpreta il concetto della flessibilità come un corpo modellato da forze esterne, da cui difendersi. Ss space space, da Nuova Taipei, si concentra invece sul concetto di “scivolamento” come atto acrobatico di resistenza con opere di Sara Wu, Wen Gum Gum e Naijen Yang. Non mancano riferimenti a percorsi geopolitici, con artisti che lavorano sui traumi dei loro Paesi. Nella galleria portoghese Cristina Guerra, Angela Ferreira rievoca con una scultura e con copertine di giornali un episodio drammatico vissuto in prima persona in uno stadio in Sudafrica nel 1987, durante una manifestazione per il 1° maggio.

Non poteva essere assente l’intelligenza artificiale. La galleria Sies + Hoke di Düsseldorf propone una serie di lavori del duo Hedda Roman, realizzati mettendo insieme superfici in gesso, stoffe e stampe realizzate utilizzando in modo casuale dati elaborati dall’IA.

Un progetto che trova un seguito nell’ex giardino zoologico del parco Michelotti, ora destinato all’arte contemporanea. Lì, nella casa che un tempo ospitava le giraffe e gli elefanti, si proietta il video degli stessi artisti, I left something in the woods, in un loop temporale che trasforma lo spazio domestico in rovine. In fiera anche una serie di immagini del fotografo Massimo Vitali, che preannuncia una prossima esposizione alle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo. In occasione di Artissima, è allestita in quegli spazi la rassegna di film e video d’artista No future: al centro, l’idea che sia diventato difficile immaginare un futuro condiviso e desiderabile.

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