Banche, l’allarme della Fabi sulla Manovra: “Con nuove tasse rischi rincari per i clienti”

MILANO – I maggiori oneri a carico del sistema bancario previsti dall’ultima Legge di Bilancio rischiano di ripercuotersi sui clienti, attraverso aumenti di costi. E’ l’allarme lanciato dal segretario della Fabi Lando Maria Sileoni. “Il rischio che nel tempo le nuove

tasse vengano scaricate dalle banche sulla clientela, sulle imprese e sulle famiglie, c’è. Ed è, purtroppo, un rischio concreto. Come già avvenuto anni addietro in diverse occasioni. Mi chiedo, se questo dovesse avvenire, chi interverrà, chi controllerà e chi sanzionerà”, ha detto intervistato a Radio Anch’io.

“Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, persona seria, ha detto che questo non accadrà. Ma, io, conoscendo il settore, le dico che l’Abi non entra mai, non lo ha fatto in passato, non lo fa nel presente e non lo farà nel futuro, nelle scelte dei singoli gruppi bancari. L’altro rischio è che una parte di questi 10 miliardi venga compensato attraverso il rinnovo del nostro contratto nazionale di lavoro che scade a marzo. Qui però siamo pronti a dire la nostra e a farci rispettare”, ha aggiunto ai microfoni di Radio Uno.

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“Ci sono state due trattative parallele. La prima con i vertici dei più importanti gruppi bancari con autorevoli membri del governo. La seconda con l’Associazione delle banche e il Mef. E questa è la fotografia del settore, dove i gruppi vogliono comunque la loro autonomia e, a sua volta, l’Abi tratta sia con il governo e contemporaneamente con i principali gruppi bancari. Sembra un paradosso ma è così. Le reazioni di alcuni amministratori delegati sono state all’insegna di un contributo equo e sostenibile e anche il governatore della Banca d’Italia ha detto che le misure “non turberanno gli equilibri”. “L’unico rischio che vedo è rappresentato dagli emendamenti in Parlamento, dove potrebbero verificarsi delle imboscate trasversali tra partiti, perché ci sono le elezioni regionali e questo può incidere molto a livello di campagna elettorale. Credo che se il contributo dovesse poi andare concretamente alla sanità, penso che sarebbe una soluzione positiva”, ha concluso il segretario generale della Fabi.

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