Con gli impianti ibridi l’eolico diventa programmabile

La produzione eolica è per natura variabile, come il vento che la alimenta. Serve un supporto per renderla più stabile e affidabile. E la risposta arriva dalla combinazione eolico + storage: turbine abbinate a batterie capaci di accumulare energia e rilasciarla quando serve.

Il parco Azure Sky, realizzato in Texas da Enel Green Power, società del gruppo Enel, è uno dei primi esempi su scala industriale di questo approccio. Con 350 MW di capacità eolica e 180 MWh di stoccaggio, genera circa 1,3 TWh l’anno evitando l’emissione di 842.000 tonnellate di CO2. L’integrazione tra le due tecnologie mostra come l’eolico possa diventare programmabile contribuendo alla stabilità della rete.

Un secondo esempio è Ranchland, anch’esso realizzato da Enel Green Power in Texas: un impianto da 263 MW eolici abbinato a 131 MWh di storage (capacità di accumulo in corrente continua), con una produzione annua di circa 1 TWh, sufficiente ad alimentare oltre 94.000 famiglie. L’integrazione tra vento e batterie consente di bilanciare la generazione e stabilizzare la rete, dimostrando che la tecnologia è efficace anche su impianti di scala comparabile – circa 350 MW contro 260 MW – e può essere replicata in contesti diversi con gli stessi risultati di efficienza e affidabilità.

Il vantaggio principale di questi sistemi è la flessibilità. Le batterie permettono di immagazzinare l’energia nei momenti di produzione e restituirla quando la domanda cresce o la generazione cala. L’eolico diventa così una fonte “intelligente”, capace di contribuire alla sicurezza e alla regolarità della rete.

La riduzione dei costi delle batterie, l’aumento dell’efficienza delle turbine e la gestione digitale dei flussi energetici rendono oggi questo modello più accessibile. Non si tratta più di installare una batteria accanto alle pale, ma di creare un sistema integrato che produce, immagazzina e distribuisce energia in modo coordinato.

Anche in Italia gli impianti ibridi rappresentano una soluzione interessante, data l’espansione dell’eolico e la necessità di reti più flessibili e grazie al monitoraggio in tempo reale, alla manutenzione predittiva e alla risposta dinamica al fabbisogno, elementi centrali della transizione elettrica.

Azure Sky e Ranchland mostrano che la tecnologia è ormai matura. Il primo con un impianto di grande scala e contratti corporate, il secondo con un modello più compatto ma integrato: entrambi dimostrano la complementarità tra produzione e accumulo.

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