Crociere, il 58% della flotta già pronto a spegnere i motori in porto
Dal 2018 a oggi il settore crocieristico ha compiuto passi significativi verso la sostenibilità. È quanto emerge dal rapporto annuale sulle tecnologie e pratiche ambientali di Clia, l’associazione internazionale delle compagnie da crociera. Le 45 compagnie aderenti contano 310 navi in attività per una capacità complessiva di 638 mila posti letto. La maggior parte della flotta (225 unità, pari al 73%) rientra nella categoria delle “piccole e medie navi” sotto i 3.000 posti letto. Nel dettaglio: 106 navi hanno meno di 1.000 letti, 119 tra 1.000 e 3.000, mentre le “grandi” sopra i 3.000 letti sono 85.
Il rapporto evidenzia l’evoluzione tecnologica delle flotte. Sul fronte dei carburanti alternativi, oggi 19 navi sono già in grado di utilizzare combustibili a zero o basse emissioni, rispetto a una sola nel 2018. Entro fine 2025 le unità dual-fuel saliranno a 23, inclusa la prima tri-fuel. Entro il 2036 sono previsti 32 nuovi varî, di cui 25 alimentati a Gnl e 7 a metanolo (le prime due entreranno in servizio nel 2026). L’elettrificazione a terra (Onshore power supply, Ops), che consente di spegnere i motori in porto e ridurre fino al 98% delle emissioni locali, è passata da 55 navi nel 2018 a 166 nel 2025, pari al 58% della flotta e al 65% della capacità. Entro il 2036 saranno 273 le unità dotate di Ops. Il problema resta però l’infrastruttura a terra: oggi solo 41 porti nel mondo (meno del 3%) offrono almeno un attracco crocieristico con Ops, seppure in crescita rispetto ai 33 dell’anno scorso.
Sul fronte dell’acqua dolce, il 98,2% delle navi (279 unità) la autoproduce a bordo, riducendo i prelievi da porti e destinazioni. Quanto alle acque reflue, 234 navi (82,4% della flotta) adottano sistemi avanzati Awts che superano i requisiti Marpol, in crescita del 72% rispetto al 2018. Anche la gestione dei rifiuti fa passi avanti. Otto navi già utilizzano sistemi di gassificazione “waste-to-energy”, che trasformano i rifiuti in energia. Le tecnologie di digestione microbica dei rifiuti alimentari, assenti fino a cinque anni fa, sono oggi installate su 128 navi, pari al 45% della flotta. Sul fronte delle emissioni atmosferiche, la tecnologia Scr (Selective catalytic reduction), che riduce particolato e ossidi di azoto permettendo di rispettare gli standard Imo Tier II, è presente su 81 navi (28,5% della flotta), contro appena 7 nel 2018.
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