Exor, sul tavolo 4,1 miliardi per fare nuovi investimenti

ROMA – Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann, è “ben posizionata per cogliere significative opportunità di investimento” con 4,1 miliardi di euro derivanti dalla monetizzazione degli asset, incluso il collocamento di azioni Ferrari e dai dividendi. Alla fine del primo semestre, il valore patrimoniale lordo di Exor ammontava a 40 miliardi di euro, mentre il valore netto degli attivi era pari a 36 miliardi di euro. “Siamo entrati nel 2025 in un contesto di forte instabilità, segnato da dazi e incertezze normative che hanno inciso in modo significativo sulle nostre società. Sebbene questi fattori abbiano reso l’avvio dell’anno sfidante, abbiamo compiuto progressi costanti”, spiega John Elkann, amministratore delegato di Exor, nella relazione semestrale. “Abbiamo ridotto la concentrazione del portafoglio attraverso operazioni di monetizzazione di successo, sostenute da un accordo strategico che porterà nuove opportunità per Iveco Group nel prossimo capitolo della sua storia, e abbiamo continuato a supportare i leadership team delle nostre società”.

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Nella prima metà del 2025, il valore patrimoniale netto (Nav) per azione di Exor – si legge in una nota della società – ha sovraperformato l’indice Msci World di 5 punti percentuali, supportato da un riacquisto di azioni proprie per 1 miliardo di euro. Nonostante la significativa volatilità del mercato, le società hanno registrato performance in linea con l’indice Msci World, con performance eterogenee tra le diverse partecipazioni. La società Lingotto ha registrato solidi rendimenti dell’11% nel periodo, trainati soprattutto dai suoi investimenti quotati.

“La nostra fiducia in Ferrari rimane assoluta e siamo orgogliosi di esserne l’azionista di riferimento, impegnato nel lungo periodo. Siamo pronti a sostenere la società nella prossima fase del suo percorso, che sarà illustrata in occasione del Capital Markets Day di ottobre”, aggiunge Elkann.”Guardiamo inoltre con grande attesa al lancio del primo modello completamente elettrico, che incarnerà lo spirito innovativo di Ferrari. A febbraio abbiamo annunciato la decisione di ridurre la concentrazione del nostro portafoglio. L’eccezionale andamento di Ferrari dalla quotazione in Borsa aveva portato il suo peso a sfiorare la metà del nostro Nav. Abbiamo realizzato la monetizzazione di 3 miliardi di euro della partecipazione, mantenendo diritti economici pari al 20% e generando per Exor un ritorno pari a undici volte l’investimento”.

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Elkann indica poi l’incremento «della partecipazione in Philips al 19%, guidati dalla convinzione nel potenziale di lungo periodo della società”. Nel frattempo, “Cnh ha avviato una nuova fase con il lancio del piano industriale al 2030, concepito per consolidare una posizione tra i primi due operatori in tutti i principali mercati del settore agricolo”. A maggio, Stellantis ha annunciato la nomina di Antonio Filosa come nuovo amministratore delegato. “Ha una profonda conoscenza dell’azienda e del mercato, unita a una comprovata capacità di raggiunger risultati in contesti complessi – sottolinea Elkann – sono fiducioso che saprà guidare Stellantis in un percorso di trasformazione di successo”.

A luglio l’accordo strategico con Tata Motors per l’acquisizione di Iveco Group. “Tata Motors dispone delle risorse e della posizione necessarie per far crescere l’azienda ed è impegnata a sostenerne la strategia di lungo periodo. Insieme alla cessione della divisione Iveco Defence a Leonardo, prevediamo di ricevere circa 1,5 miliardi di euro di proventi in contanti nel 2026. Nel celebrare il suo 50° anniversario, Iveco Group guarda a un futuro molto promettente”, dice Elkann.

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Settembre si è aperto positivamente con la quotazione in Borsa di Via, investimento nel settore delle tecnologie per la mobilità. “Dal nostro ingresso nel 2020, la fiducia nel modello di business e nel team di Via è costantemente cresciuta – scrive Elkann – abbiamo sostenuto l’azienda sia nei momenti favorevoli sia in quelli difficili, investendo anche nel pieno della pandemia. Non era una scelta scontata allora, ma abbiamo investito quasi 0,5 miliardi di dollari e oggi siamo orgogliosi di esserne il principale azionista. È stato un percorso straordinario, e molto resta ancora da fare”.

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