Gas, domanda mondiale in crescita tra ondate di calore e digitale
La domanda globale di gas naturale si conferma in crescita, spinta da dinamiche climatiche, digitali e geopolitiche. Nel 2024 i consumi mondiali hanno raggiunto i 4.122 miliardi di metri cubi, in aumento di 78 miliardi (+1,9%) rispetto all’anno precedente, grazie soprattutto all’Asia e al Nord America. È quanto emerge dal Global Gas Report 2025, presentato il 10 settembre da Snam e International Gas Union (Igu), che fotografa l’andamento dei mercati globali e delinea scenari e criticità per il prossimo decennio.
Il 2024 è stato un anno di transizione: meno turbolento rispetto al biennio segnato da volatilità estrema, ma caratterizzato da fondamentali tesi e da una crescita moderata. La produzione è salita a 4.090 miliardi di metri cubi, mentre il commercio globale di Gnl è aumentato per l’undicesimo anno consecutivo, toccando 555 miliardi di metri cubi, con Stati Uniti, Qatar e Australia saldamente ai vertici dell’export. La generazione elettrica si è confermata il principale settore di utilizzo, sostenuta dalle ondate di calore estive che hanno alimentato la domanda di raffrescamento.
Nei primi sei mesi del 2025 la crescita della domanda si è concentrata in Europa (+6,1%) e Nord America (+1,5%). L’Europa, in particolare, ha aumentato le importazioni di Gnl di 16 miliardi di metri cubi (+23,6%) per soddisfare la domanda interna e completare il riempimento degli stoccaggi. In Asia, al contrario, la cautela ha prevalso: prezzi spot elevati e concorrenza europea hanno frenato gli acquisti di Cina e India, più sensibili al prezzo. Nonostante questo rallentamento, proprio l’Asia rimane il motore di lungo periodo dei consumi energetici: tra il 2025 e il 2030 la crescita attesa in Cina e India posizionerà la regione come principale driver della domanda globale, insieme al Nord America.
Secondo le analisi Igu-Snam, la domanda di energia potrebbe superare di molto le traiettorie tracciate dalle istituzioni internazionali, arrivando al 2030 con valori superiori di 8-90 EJ rispetto agli scenari di riferimento. L’accelerazione è legata a fattori convergenti: l’impatto del clima estremo, con ondate di calore sempre più frequenti; il boom digitale alimentato da intelligenza artificiale e cloud computing, che richiedono energia costante e flessibile; e i ritardi nell’espansione della capacità di liquefazione del Gnl, con il rischio di squilibri strutturali tra domanda e offerta nonostante i 270 miliardi di metri cubi di nuova capacità già in pipeline al 2030.
Il rapporto sottolinea come la crescente penetrazione delle rinnovabili variabili ponga sfide crescenti alla pianificazione e alla stabilità dei sistemi. Le batterie, pur fondamentali per il bilanciamento intraday, cioè per coprire oscillazioni brevi e giornaliere della produzione rinnovabile, non hanno la capacità di garantire sicurezza di approvvigionamento in periodi prolungati di dunkelflaute (periodi senza luce e vento) o eventi climatici estremi. In questo contesto, il gas si conferma la fonte più matura, scalabile e reattiva per garantire flessibilità e dispacciabilità. “In un sistema in costante evoluzione, il gas naturale rimane essenziale per la sicurezza energetica perché è in grado di garantire un approvvigionamento affidabile con emissioni inferiori rispetto a petrolio e carbone, fungendo da forza stabilizzatrice nei mix del futuro”, ha sottolineato Menelaos (Mel) Ydreos, segretario generale di IGU.
Accanto al ruolo di stabilizzatore, il gas è al centro di un processo di decarbonizzazione sempre più strutturato. La filiera sta accelerando sull’elettrificazione delle operazioni nel Gnl, sul monitoraggio e la riduzione delle perdite di metano, sull’impiego di AI e automazione per aumentare efficienza e affidabilità. Cresce la produzione di biometano, sostenuta in Europa da feed-in tariff e contratti di lungo termine, mentre il capitolo della cattura e stoccaggio della CO2 è ormai entrato in una fase di maturazione con i primi grandi progetti avviati, anche se gran parte della capacità rimane in fase pre-Fid, cioè ancora in valutazione e senza aver ricevuto il via libera definitivo da parte degli investitori o degli sviluppatori.
Per il ceo di Snam, Agostino Scornajenchi, “il gas naturale resta cruciale nel garantire accessibilità, continuità e resilienza al sistema energetico. È essenziale continuare a investire nelle infrastrutture del gas per rafforzare la sicurezza e raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione a lungo termine. Lo sviluppo del biometano e delle tecnologie di cattura e stoccaggio della CO2 può contribuire al conseguimento di questi obiettivi, sfruttando gli asset esistenti e mitigando la volatilità dei mercati”.
Il messaggio chiave del rapporto è duplice: da un lato la domanda continuerà a crescere, spinta dall’Asia e dai nuovi consumi energetici digitali; dall’altro, senza investimenti mirati in infrastrutture, stoccaggi, low-carbon gas e Ccs, il sistema globale rischia di trovarsi impreparato di fronte a shock di offerta e volatilità dei prezzi. Il gas, dunque, non solo rimane centrale nella sicurezza energetica, ma si candida a diventare la leva principale per accompagnare la transizione verso mix elettrici più rinnovabili, resilienti e decarbonizzati.
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