Gas, l’Europa cambia rotta: meno pipeline, più Gnl

Le mappe energetiche europee stanno cambiando rapidamente. Secondo l’ultimo EU Gas Flows Tracker pubblicato da Ieefa, think tank internazionale specializzato nell’analisi dei mercati energetici e della finanza climatica, nel primo semestre del 2025 le importazioni di gas via gasdotto nell’Unione europea sono diminuite del 9% su base annua, complice la fine del transito del gas russo attraverso l’Ucraina a partire dal 1° gennaio. A compensare la riduzione è l’aumento degli arrivi di gas naturale liquefatto (Gnl), che rafforza il ruolo dei terminali costieri già realizzati e di quelli in via di completamento. Una tendenza che si inserisce in un quadro di domanda in calo: dal 2021 al 2024 il consumo complessivo di gas in Europa si è ridotto di circa il 20%, con un taglio delle importazioni totali (via pipeline e Gnl) pari al 18%.

Nel primo semestre dell’anno si è registrato un rimbalzo della domanda rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+4%), ma l’utilizzo complessivo resta molto al di sotto dei livelli pre-crisi. Ieefa fa notare che le importazioni potrebbero scendere di un ulteriore 25% tra il 2024 e il 2030, nel caso in cui le politiche Ue su rinnovabili ed efficienza energetica continueranno a essere applicate con rigore. Con la riduzione dei volumi russi, la Norvegia si conferma il primo fornitore via gasdotto, con il 55% delle importazioni nel semestre, seguita dall’Algeria (19%). Restano però attivi, e in leggero aumento, i flussi dalla Russia via Turchia. L’interruzione del transito ucraino ha anche modificato le dinamiche interne: paesi come la Slovacchia sono passati a esportare gas verso l’Ucraina, mentre crescono i flussi da Belgio verso Paesi Bassi e Germania.

Dal 2022 l’Unione europea ha speso circa 380 miliardi di euro per le importazioni di gas via gasdotto. La Norvegia è in testa ai ricavi, seguita da Russia, Algeria, Regno Unito, Azerbaijan e Libia. Una cifra che mette in evidenza quanto la sicurezza energetica resti un fattore cruciale, non solo ambientale ma soprattutto economico e geopolitico. La trasformazione dei flussi di gas conferma il doppio obiettivo europeo: ridurre la dipendenza da Mosca e accelerare la transizione.

L’efficienza energetica e la crescita delle rinnovabili si stanno dimostrando strumenti concreti per ridurre il consumo di metano, ma il Gnl rischia di sostituire, più che ridurre, la dipendenza dalle importazioni. Secondo Ieefa, per l’Europa che ha ampliato i propri rigassificatori negli ultimi anni, la sfida è ora duplice: garantire la sicurezza degli approvvigionamenti a breve termine e accelerare gli investimenti che consentano, entro la fine del decennio, di ridurre in modo strutturale la domanda di gas.

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