I sindaci: più poteri per gestire i flussi turistici. “Subito una legge quadro”
CAVALLINO TREPORTI (Venezia) – Una legge quadro nazionale che dia ai sindaci maggiori poteri per governare la crescita del turismo per evitare che si generi quel conflitto tra visitatori e residenti che è già emerso in altre mete europee: Barcellona docet. Inoltre chiedono più risorse a supporto delle attività commerciali e dei servizi per i cittadini, anche attraverso una compartecipazione degli enti locali a introiti come l’Iva. Nonché una seria politica abitativa in favore delle comunità: non solo edilizia popolare, ma anche housing sociale per quel ceto medio di studenti e lavoratori che fatica a sistemarsi in affitto.
Sono le richieste che i sindaci mettono trasversalmente sul tavolo del governo. Il tema più sentito, però, è quello delle regole. «Il problema dell’overtourism non è il valore assoluto dei flussi turistici, ma la loro cattiva gestione dovuta alla mancanza di strumenti normativi che consentano ai sindaci di governarli», dice dall’evento di Repubblica il sindaco di Napoli e presidente Anci, Gaetano Manfredi. L’appello dei primi cittadini, assicura, «è condiviso da tutti, in Anci». Ecco dunque lo strumento: una legge nazionale che chiarisca i poteri regolatori, che poi ogni amministratore locale possa declinare in dettaglio nel suo ambito.
Turismo in crescita, con nuove mete e il “fuori stagione”
Gli esempi d’intervento ci sono. A Napoli, ma anche nella Firenze della sindaca Sara Funaro dove, ricorda, solo grazie agli strumenti normativi derivanti dalla legislazione regionale toscana o legati alla tutela del Patrimonio Unesco sul centro cittadino si sono potuti porre freni alle derive. Fenomeni come il proliferare indiscriminato di affitti brevi e key-box, o degli esercizi alimentari che si mangiano le botteghe storiche, o ancora il traffico impazzito dovuto alle “golf car” per turisti. «Una legge quadro non deve dare norme rigide – dice Funaro – ma strumenti ai sindaci per intervenire sulle esigenze specifiche. Perché non allargare la Legge speciale per Venezia ad altri comuni?», suggerisce.
Una norma che «non può più attendere – rincara Manfredi – perché il grande rischio che si profila è che un processo non regolato diventi un processo sbagliato, un danno per gli operatori e per l’immagine del nostro Paese e la sua storica capacità di accogliere».
Tassa di soggiorno da rifare. Urso: “Modello Portogallo per attirare i pensionati”
Urgenza riconosciuta anche dalla prima cittadina di Cavallino Treporti, capitale europea del turismo open air, Roberta Nesto: «Da 13.500 residenti, nei periodi di picco superiamo quota 100mila. Una pressione turistica superiore a quella di Roma. Per trovare un equilibrio dobbiamo poter gestire questi numeri». Un primo passo è il riconoscimento delle “Comunità marine”, iniziativa portata avanti dalle 20 città del network G20 Spiagge, di cui Nesto è coordinatrice. E che ora inizia a vedere una prospettiva concreta, con una proposta di legge depositata nel maggio scorso, assegnata alla Commissione attività produttive della Camera e, proprio in questi giorni, calendarizzata per iniziare il suo iter parlamentare. Arriverebbe così il riconoscimento dello status di Comunità marine alle città “fisarmonica”, quelle con alta presenza di strutture ricettive o forte pressione turistica. Un primo passo per identificare il problema e iniziare a governarlo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Condividi questo contenuto:




