Il vento d’Europa torna a soffiare forte
L’energia eolica continua a rafforzare la propria presenza in Europa. L’installazione di nuove pale procede a ritmi sostenuti e il settore, pur affrontando alcune sfide, mostra segnali di ripresa e di crescente interesse da parte di governi e investitori. Secondo il più recente report di WindEurope, nel periodo gennaio-giugno 2025 la nuova capacità installata ha raggiunto 6,8 gigawatt (GW), in aumento rispetto ai 6,4 GW dello stesso periodo del 2024. Di questa, l’89% è costituito da impianti onshore, mentre cresce progressivamente anche la quota offshore. La Germania guida la classifica con 2,2 GW, seguita da Spagna (889 MW) e Regno Unito (760 MW).
Nel complesso, al 30 giugno 2025 l’Europa disponeva di 291 GW di capacità eolica, di cui 254 GW onshore e 37 GW offshore. I Paesi dell’Unione europea ne rappresentano 236 GW, confermando la leadership del continente nel panorama mondiale dell’energia del vento. Anche sul fronte finanziario il dinamismo è evidente: nel primo semestre del 2025 sono state prese decisioni finali di investimento (Fid) per un valore complessivo di 34 miliardi di euro, già superiori al totale registrato nell’intero 2024.
WindEurope riconosce che l’Europa resta “in cammino verso gli obiettivi 2030”, ma evidenzia anche progressi significativi in materia di pianificazione e infrastrutture. La Germania, in particolare, ha accelerato sull’autorizzazione di nuovi progetti: nel 2025 installerà circa 5 GW di capacità onshore, quasi tre volte la media annuale del quinquennio precedente, dopo aver autorizzato 30 GW di nuovi impianti. In questo contesto, anche l’Italia sta rafforzando il proprio contributo. Nel 2024 la capacità eolica nazionale è cresciuta di 685 MW, a cui si sono aggiunti 322 MW nel primo semestre del 2025, portando la potenza complessiva oltre i 13 GW e una produzione annua di 22,1 terawattora, pari a oltre il 7% del fabbisogno elettrico nazionale. A fine giugno i progetti già approvati ma non ancora realizzati sono aumentati del 12%, raggiungendo 538 MW, segno di un mercato in fermento e di una pipeline in espansione. L’Italia punta a 28 GW di capacità eolica entro il 2030, con un ruolo crescente per l’offshore, oggi ancora marginale (30 MW operativi) ma con un potenziale che supera i 2,1 GW.

A sostenere questa crescita sono il nuovo decreto Fer X, in vigore da febbraio, che disciplina gli incentivi per la produzione da fonti rinnovabili non fotovoltaiche, e i piani di investimento dei principali operatori privati, a cominciare dagli 1,3 GW previsti da Enel nel piano 2025-2027. Nel suo report, WindEurope sottolinea che le prospettive del comparto restano solide: “L’energia eolica – si legge – è destinata a raddoppiare la propria capacità installata entro la fine del decennio, trainata dagli investimenti, dalla digitalizzazione e da una rete europea sempre più integrata.” Un quadro che conferma come l’Europa, nonostante le complessità, stia rafforzando il suo ruolo di leader globale nella corsa all’energia pulita.
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