L’idroelettrico si rinnova: dal fotovoltaico flottante allo spazio

L’idroelettrico è la prima fonte verde della Penisola: con oltre 53 TWh prodotti nel 2024 ha coperto il 15% dei consumi elettrici nazionali e il 46% della generazione da rinnovabili. Nel confronto europeo, l’Italia si posiziona al terzo posto per potenza idroelettrica installata — con 22,9 GW — dietro solo a Norvegia e Francia. A indicarlo è uno studio realizzato da The European House – Ambrosetti con Enel. Se a questa fonte si affianca il fotovoltaico — che in Italia conta oltre due milioni di impianti e circa 40 GW di potenza installata (Fonte: Italia Solare su dati Gaudì–Terna) — nascono soluzioni integrate in grado di rispondere meglio ai bisogni energetici del Paese e accelerare la transizione ecologica

Su questa sinergia tra acqua e sole si basa l’opera realizzata da Enel Green Power, società del gruppo Enel, che ha costruito un impianto fotovoltaico flottante nel bacino di servizio della centrale idroelettrica di Venaus, in Piemonte. L’impianto utilizza moduli fotovoltaici bifacciali, con celle che assorbono la luce su entrambi i lati: possono catturare sia la radiazione diretta che quella riflessa, generando più elettricità a parità di superficie occupata. Il sistema garantisce una produzione annua di circa 1.200 MWh. I benefici di questa soluzione sono molteplici. Aumenta il rendimento dei pannelli perché il corpo d’acqua sottostante ne permette il raffrescamento e quindi la maggiore efficienza. L’impatto sul paesaggio è minimo, perché l’impianto non occupa suolo dato che è collocato su una vasca artificiale, mentre la copertura galleggiante riduce l’evaporazione e quindi la perdita d’acqua. L’impianto è stato inoltre integrato con un sistema che consente di rimuovere e gestire in modo ecologico i sedimenti presenti nel bacino idrico.

Proseguendo sul solco dell’ibridazione, un altro progetto che unisce i benefici di acqua e sole è quello realizzato dal gruppo nella centrale di Montelupone, nelle Marche: in questo caso la “solarizzazione” dell’infrastruttura idroelettrica consiste nella copertura fotovoltaica di un canale di derivazione, l’opera artificiale che convoglia l’acqua verso la centrale per poi restituirla al fiume. A questi si aggiunge il progetto di innovazione Bess4Hydro, nella centrale di Dossi (Bergamo), dove per la prima volta una batteria al litio è stata integrata in un impianto idroelettrico programmabile a bacino. Questa combinazione migliora l’efficienza operativa e la vita utile della turbina, che trasforma l’energia dell’acqua in energia elettrica.

Infine, la collaborazione tra Enel e l’Agenzia Spaziale Europea ha dato vita a un progetto che sfrutta tecnologie spaziali per ottimizzare l’uso delle risorse idriche e aumentare l’efficienza degli impianti. Attraverso dati e immagini satellitari vengono analizzati gli accumuli di neve sulle Alpi e sugli Appennini, per stimare quanta acqua sarà disponibile con lo scioglimento nei mesi caldi. In questo modo è possibile prevedere con maggiore precisione la quantità d’acqua utile alla produzione idroelettrica.

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