Lifting tra ceo e manager dell’hi tech: il nuovo mantra è sembrare giovani

ROMA – Start up e aziende tecnologiche sono roba da giovani. Per chi vuole essere assunto avere meno di 30 anni è un obbligo. Per chi le dirige l’importante è dimostrarne meno di 40. E allora tra gli uomini del settore hi tech via libera a interventi come “mini lifting del viso”, lifting del collo e lifting delle palpebre per combattere i segni dell’invecchiamento. Grande richiesta anche tra chi lavora nel venture capital e nel private equity. II costo? Non è un problema. Anzi: è un investimento sulla carriera.

Addome e fianchi: la medicina estetica che piace all’uomo

Il rischio “irrilevanza”

Secondo quanto racconta al Wall Street Journal Timothy Marten, chirurgo plastico di San Francisco, la chirurgia plastica non conosce più limiti di sesso: “La nostra società ha sempre esercitato una pressione maggiore sulle donne affinché sembrassero più giovani, ma ora tutti ne sono consapevoli, soprattutto nella Silicon Valley, dove appena sembri più vecchio inizi a essere etichettato come ‘irrilevante'”. Anche Ben Talei, chirurgo plastico di Beverly Hills (che chiede tra i 125.000 e i 150.000 dollari per il suo lifting avanzato di viso e collo), ha visto la domanda da parte del mondo della tecnologia quintuplicarsi negli ultimi cinque anni. Il chirurgo plastico di San Francisco, Andrew Barnett, afferma che le richieste di lifting da parte degli uomini nel settore tecnologico sono aumentate di circa il 25% rispetto ai livelli pre-Covid, mentre gli interventi di blefaroplastica sono in crescita del 50%. L’aumento più notevole sembra essere tra gli uomini nel settore del venture capital e del private equity. Il fatto che i professionisti della tecnologia abbiano accesso ai fondi aiuta, ha aggiunto Barnett, i cui lifting costano tra i 40.000 e i 65.000 dollari. A spianare la strada alla chirurgia estetica ci hanno pensato botox e trattamenti non chirurgici, ormai così comuni nella Silicon Valley da essere “quasi passati di moda”. A quanto pare la domanda che circola in ufficio è: “Perché non fai queste cose che possono aiutarti a sentirti meglio?”.

La richiesta in Italia

E in Italia? Anche da noi la chirurgia estetica maschile è in crescita, con interventi sempre più popolari tra uomini di diverse età. I trattamenti più richiesti includono la liposuzione, l’addominoplastica, la blefaroplastica e la rinoplastica. Ma è soprattutto la medicina estetica, come le iniezioni di acido ialuronico e botulino, ad andare per la maggiore. Spiega il chirurgo maxillo facciale Carlo Borriello, con studi a Lucca e a Milano: “Io ho tantissimi pazienti uomini e ho avuto l’impressione che, necessità di apparire giovani nel lavoro a parte, gli uomini hanno cominciato a volersi sentire bene e le richieste sono molto aumentate negli ultimi anni. I ragazzi si rivolgono a me intorno ai 35 ma è soprattutto verso i 45 che c’è un’esplosione. La domanda non è quasi ma per una netta trasformazione, più che altro sentono la necessità di cancellare le rughe con un po’ di botox”. E la chirurgia? “Oggi c’è talmente tanta offerta di macchine che raggiungono l’effetto lifting che solo il 5% si rivolge al chirurgo. Naturalmente è diverso il discorso per chi con il viso ci deve lavorare allora la chirurgia diventa quasi un obbligo”. L’intervento più richiesto? “Sicuramente la blefaroplastica anche perché l’uomo è geneticamente più predisposto al calo della palpebra rispetto alle donne. L’esplosione è soprattutto per il trapianto del capello che contribuisce molto a un aspetto giovanile”. Infine i costi: “Ho visto pazienti mostrarmi preventivi di lifting anche da 150 mila euro, chiaramente in quel caso si paga la mano del chirurgo. Per risparmiare spesso si va all’estero, soprattutto per i trapianti, ma bisogna informarsi bene”.

Il fattore lavoro ibrido

Tornando a quel che succede in America un fattore che ha contribuito al boom della chirurgia è il lavoro ibrido, spesso adottato dalla Silicon Valley. Spiega Daniel Lévy, dermatologo estetico di Washington: “Gli uomini non devono andare in ufficio con la stessa regolarità di prima, e hanno molte più opportunità di eseguire interventi chirurgici che richiedono tempi di inattività”. Per chi invece fa interventi poco invasivi allora un salto dal medico diventa l’alternativa alla pausa pranzo”.

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