Petrolio, l’Aie vede un surplus globale nel 2025

La domanda di greggio cresce meno del previsto, mentre l’offerta continua a salire spingendo il mercato verso un surplus. È il quadro tracciato dall’ultimo Oil Market Report dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), che per il 2025 stima un aumento annuale dei consumi di solo 740 mila barili al giorno – segnale di una domanda quasi stagnante – a fronte di una produzione che ad agosto ha già raggiunto il record di 106,9 milioni di barili al giorno.

Il quadro della domanda non è omogeneo. Nei Paesi Ocse la prima metà dell’anno ha visto consumi sopra le attese, sostenuti da prezzi del petrolio più bassi, ma la seconda parte è destinata a chiudersi in contrazione. Il bilancio finale del 2025 sarà quindi sostanzialmente stabile. Nei Paesi emergenti, invece, la crescita rimane contenuta, frenata da dinamiche economiche più deboli.

Sul fronte dell’offerta domina invece l’espansione. Dopo i tagli introdotti nel 2023, l’Opec+ ha iniziato a ridurli gradualmente, riportando sul mercato volumi aggiuntivi. Parallelamente i produttori non Opec — Stati Uniti, Brasile, Canada, Guyana e Argentina — sono ormai vicini ai massimi storici e guidano l’incremento globale. Il risultato è una produzione mondiale che nel 2025 dovrebbe crescere di 2,7 milioni di barili al giorno fino a 105,8 milioni, con ulteriori 2,1 milioni nel 2026 a 107,9 milioni complessivi.

L’Opec+ ha deciso a settembre di smontare la seconda tranche di tagli, pari a 1,65 milioni di barili al giorno, iniziando con un aumento di 137 mila barili in ottobre. Ma i dati mostrano che l’incremento reale è inferiore, perché diversi Paesi già producono oltre le quote assegnate e altri, come la Russia, incontrano limiti di capacità. Dal primo trimestre a settembre la produzione del cartello è salita di 1,5 milioni di barili, meno dei 2,5 milioni annunciati.

Le raffinerie hanno intanto lavorato a pieno ritmo in estate, toccando ad agosto un massimo storico di 85,1 milioni di barili al giorno, ma la manutenzione stagionale porterà a un calo di 3,5 milioni entro ottobre. Per il 2025 l’Aie prevede una media di 83,5 milioni di barili al giorno, con margini ancora solidi: la discesa della redditività del diesel è stata bilanciata da migliori ritorni sulla benzina.

Le scorte globali riflettono l’abbondanza di offerta: a luglio sono aumentate di 26,5 milioni di barili, portando l’incremento dall’inizio dell’anno a 187 milioni. La Cina da sola ha accumulato oltre 100 milioni di barili da febbraio ad agosto, fungendo da polmone per l’eccesso di greggio. Per la seconda metà del 2025, l’Aie prevede un surplus medio di 2,5 milioni di barili al giorno, segnale che l’offerta supererà largamente la domanda. In questo contesto i prezzi restano deboli. I futures Ice Brent sono scesi di circa 2 dollari al barile in agosto, attestandosi a 67 dollari, e da allora sono rimasti stabili. Le tensioni geopolitiche — dalla guerra in Ucraina alle nuove sanzioni contro Russia e Iran — non hanno innescato rialzi, frenate dall’ombra di un eccesso strutturale di offerta.

Secondo Aie, il rischio è che i tagli non ancora riassorbiti dall’Opec+, l’espansione dei produttori non Opec e la domanda più fiacca convergano in un biennio di surplus persistente, con scorte in crescita e prezzi destinati a restare sotto pressione.

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