Ripensare il vento. Così l’eolico entra in una nuova era
L’eolico è oggi una delle tecnologie chiave della transizione energetica. A livello globale rappresenta una quota sempre più rilevante della produzione rinnovabile e, insieme al solare, è un pilastro per gli obiettivi di decarbonizzazione fissati dall’Unione Europea e dagli accordi internazionali. La sua diffusione è legata non solo alla competitività economica – negli ultimi dieci anni i costi si sono ridotti drasticamente – ma anche alla capacità di garantire energia senza emissioni dirette di CO2. Per questo governi e operatori lo considerano una risorsa indispensabile per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e rafforzare la sicurezza energetica.
Essere una tecnologia matura non significa smettere di innovare. L’eolico continua a evolversi su più fronti: dal design delle turbine alla manutenzione, fino ai nuovi impianti ibridi con sistemi di accumulo. Oggi non si tratta solo di aumentare la potenza installata, ma di immaginare parchi più integrati nei territori, accettabili dal punto di vista sociale e paesaggistico. In questa direzione è nato WinDesign, concorso internazionale promosso da Enel e rivolto a ingegneri, architetti, designer e creativi. L’idea è che il futuro dell’eolico non dipenda solo dai megawatt prodotti, ma anche da come le turbine si inseriscono nel paesaggio e vengono percepite dalle comunità. In molti casi, infatti, i progetti si sono arenati di fronte a opposizioni locali legate all’impatto visivo o ambientale. WinDesign ha voluto ribaltare la prospettiva: chiedere a chi immagina gli spazi del futuro di disegnare pale e torri che dialoghino con il territorio, unendo funzione ed estetica.
Il concorso si è articolato in due fasi: nella prima i partecipanti presentano concept innovativi su estetica, materiali e inserimento paesaggistico; nella seconda i progetti selezionati sono stati sviluppati in modo più dettagliato, con uno studio tecnico ed economico. In palio premi fino a 250 mila euro, a conferma dell’intento di trasformare idee in applicazioni concrete. Ma innovare non significa solo ripensare l’estetica delle turbine. Anche la gestione e la sicurezza degli impianti stanno cambiando rapidamente. Le turbine sono macchine complesse, esposte a venti forti e condizioni climatiche difficili. Riparazioni e sostituzioni richiedono mezzi pesanti, costi elevati e rischi per chi lavora a decine di metri d’altezza. Non sorprende che i grandi operatori, tra cui Enel, stiano investendo in soluzioni per rendere queste operazioni più sicure ed efficienti.
In alcuni parchi eolici del gruppo è stata sperimentata una gru auto-sollevante che si innalza direttamente dalla navicella, riducendo tempi e impatto ambientale delle manutenzioni. A ciò si affiancano droni per le ispezioni e sistemi predittivi basati sull’analisi dei dati, capaci di individuare i guasti prima che si manifestino. Tecnologie che permettono di limitare i fermi impianto, aumentare la sicurezza del personale e prolungare la vita utile delle turbine. Un ulteriore fronte è quello degli impianti ibridi, che affiancano alle pale eoliche i sistemi di accumulo. Negli Stati Uniti, impianti Enel come Azure Sky e Ranchland mostrano che l’eolico integrato con batterie di grande capacità può superare il limite dell’intermittenza e garantire una fornitura più stabile. Anche in Europa e in Italia cresce l’interesse per modelli simili, capaci di rendere la rete più resiliente e favorire l’integrazione delle rinnovabili. Il futuro dell’eolico si giocherà su più tavoli: la capacità di innovare nella progettazione e nella manutenzione, la combinazione con lo storage, ma anche la capacità di integrarlo armoniosamente nell’ambiente e nei paesaggi. Solo così il vento continuerà a soffiare nella direzione giusta.
Condividi questo contenuto:




