Tassa di soggiorno da rifare. Urso: “Modello Portogallo per attirare i pensionati”

CAVALLINO TREPORTI – La richiesta al governo è bipartisan: l’imposta di soggiorno va rivista. Sul palco dell’evento “Lo stato del turismo in Italia”, organizzato da Repubblica, il fronte comune tra la maggioranza e l’opposizione prende forma a partire dalla proposta di Carlo De Romanis, responsabile del Dipartimento turismo di Forza Italia. L’idea è agganciare la tassa dovuta da chi soggiorna una notte fuori casa alle tariffe e non alle “stelle” degli alberghi, come avviene oggi. In questo modo, il balzello inciderebbe in misura minore durante la bassa stagione.

La necessità di intervenire sull’imposta applicata in Italia da 1.382 Comuni (circa un quarto del totale) è sostenuta anche dal Pd. Alla revisione del sistema di classificazione alberghiera, il responsabile economico del partito, Antonio Misiani, aggiunge altre due azioni: «La tassa di soggiorno – dice – va riformata rendendo più flessibile il suo meccanismo dì funzionamento e rafforzando gli spazi di autonomia dei Comuni». L’ultimo tema riguarda l’utilizzo del gettito da parte dei sindaci. La questione è molto sentita dai primi cittadini, anche in relazione a un possibile aumento dell’imposta. Non a caso il presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, sottolinea come la tassa garantisca oggi «un incasso molto basso rispetto all’incremento dei costi per i servizi pubblici locali», dalla raccolta dei rifiuti ai trasporti. Ma – avverte il sindaco di Napoli – bisogna fare in modo che l’incremento della tassazione non ricada sui cittadini: al contrario, i servizi devono migliorare proprio a fronte di un esborso maggiore».

Al di là delle declinazioni, il restyling dell’imposta tarato sui prezzi renderebbe le strutture ricettive più competitive durante i periodi meno richiesti, attirando quindi un maggior numero di turisti. Un concetto, quello della destagionalizzazione, che è centrale nella strategia del governo. Perché lo spiega il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso: «Ci sono le condizioni per allargare l’offerta turistica, dal wellness al circuito culturale e religioso». Non solo. Il ministro sottolinea l’importanza di migliorare «l’attrattività» del Paese per attirare i pensionati all’estero, sulla scia di quanto fatto dal Portogallo.

Ma per spalmare le presenze sull’anno, l’Italia deve anche recuperare terreno sul fronte delle infrastrutture. «Dobbiamo rinnovare tutta la rete ferroviaria e quella viaria, unendole al sistema aeroportuale», dice il viceministro dei Trasporti, Edoardo Rixi, che sottolinea anche l’importanza di collegare gli aeroporti di Fiumicino e Linate all’Alta velocità. Una riflessione che fa anche la senatrice di Italia Viva, Raffaella Paita: «In alcune zone abbiamo un problema di collasso e al Sud bisogna cercare di mandare avanti politiche convincenti sull’Alta velocità, ma anche sul transito regionale e intercity». Il potenziamento delle infrastrutture è un tema strategico anche per Angelo Bonelli (Avs): «Una delle questioni fondamentali per gli operatori è il tema dei servizi connessi al turismo, primo tra questi la mobilità, come dimostra ad esempio il caso del Salento».

Tra overtourism e sostenibilità: le sfide di un settore da 225 miliardi

Un’altra parola chiave per lo sviluppo del turismo è sostenibilità. Il responsabile per il turismo di Fratelli d’Italia, Gianluca Caramanna, rivendica il finanziamento del governo per la riqualificazione e la realizzazione di nuove aree sosta attrezzate «proprio per sostenere il turismo all’aria aperta». E poi c’è anche il turismo «motivazionale». La presidente di Enit, Alessandra Priante, spiega che «non è cambiato il turismo, ma il turista: le persone viaggiano per fare qualcosa o perché spinti da qualche ragione». Anche per questa metamorfosi serviranno risposte adeguate.

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