Tlc, rinnovato il contratto: aumento di 298 euro per i lavoratori
Siglato il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro delle Telecomunicazioni tra Asstel e i sindacati. L’incremento economico riconosciuto ai 200mila addetti interessati è di 298 euro al quinto livello, corrispondente al Livello C1 nel nuovo sistema di classificazione che sarà erogato con una prima tranche di 100 euro del 1 gennaio 2026, una seconda di 50 euro dal 1 dicembre 2026, una terza di 50 euro dal 1 luglio 2027 e una quarta di 98 dal 1 dicembre 2028.
Per Alessandro Faraoni, segretario generale della Fistel Cisl “Questo rinnovo rappresenta una scelta strategica per il futuro della filiera delle telecomunicazioni in Italia”, “è necessario dare risposta alle sfide digitali, infrastrutturali e del mercato del lavoro con un contratto collettivo che sia moderno, inclusivo e capace di valorizzare le persone e le imprese”.
La Fistel Cisl evidenzia come l’accordo sia cruciale non solo per garantire la stabilità occupazionale e il miglioramento delle condizioni dei lavoratori, ma anche per dotare il settore degli strumenti necessari a sostenere la transizione digitale del Paese. L’obiettivo è conciliare le esigenze di innovazione delle imprese con la tutela e la valorizzazione professionale delle risorse umane, pilastro fondamentale per la competitività e lo sviluppo infrastrutturale del settore Tlc.
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Labriola: “Punto di svolta”
“Il nuovo Ccnl Tlc rappresenta un punto di svolta per la filiera delle telecomunicazioni perché guarda avanti e mette al centro il valore delle persone”, ha detto il presidente di Asstel, Pietro Labriola. “È un contratto di trasformazione che nasce da un dialogo serio e responsabile, e che testimonia la grande responsabilità sociale del nostro settore: nonostante un mercato che non è ancora uscito dalla crisi, le imprese hanno scelto di fare la loro parte, anche in coerenza con gli interventi previsti dal Governo nella legge di bilancio, che prevede misure di agevolazione fiscale per incrementi economici riconosciuti dai rinnovi contrattuali”, ha aggiunto. “Tuttavia, questo impegno deve essere accompagnato da politiche industriali coerenti e di lungo periodo: senza un cambiamento strutturale nelle politiche del Sistema Paese, ogni sforzo delle imprese rischia di essere vano”, ha concluso.
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