Bocce, la doppia sfida iridata dell’Italia tra ambizione sportiva e valore sociale

Un mese d’ottobre che sintetizza la maturità e la visione di un intero movimento. Le bocce italiane si apprestano a vivere una doppia sfida di rilievo globale, impegnate contemporaneamente su due fronti di assoluto prestigio: i Campionati Mondiali di Raffa in Brasile; e il World Boccia Challenger a Olbia, in Sardegna. Due manifestazioni che non rappresentano soltanto un appuntamento agonistico di alto livello, ma il manifesto politico-sportivo di una Federazione guidata dal Presidente Roberto Favre, determinata a coniugare l’eccellenza competitiva con il valore sociale, inclusivo e promozionale della disciplina.

L’orgoglio azzurro in Brasile

Sulle corsie sudamericane di Garibaldi, dal 13 al 17 ottobre, la Nazionale Italiana della Raffa si presenterà con le carte in regola per recitare un ruolo da protagonista assoluto. La spedizione azzurra, coordinata dal Commissario Tecnico Maurizio Mussini e guidata dal Capo Delegazione Moreno Rosati, punta sull’esperienza e sulla qualità tecnica di atleti del calibro di Giuliano Di Nicola, Gaetano Miloro, Laura Picchio e Chiara Morano.

A sottolineare il valore simbolico e la preparazione meticolosa della trasferta è lo stesso Presidente Roberto Favre. «Ogni volta che la nostra Nazionale si prepara a rappresentare l’Italia in un appuntamento mondiale, c’è un’emozione particolare e c’è l’orgoglio di vedere i nostri atleti portare nel mondo i colori azzurri. La preparazione è stata curata nel migliore dei modi e le aspettative sono alte, perché possiamo contare su giocatori di grande qualità e valore internazionale», ha commentato Favre.

Le insidie tecniche non mancheranno, a partire dalla necessità di adattarsi a superfici di gioco differenti e complesse come quelle sintetiche sudamericane. Una sfida che Favre affronta con lucido ottimismo. «Siamo consapevoli che una delle principali sfide sarà quella di adattarsi a terreni di gioco differenti da quelli a cui siamo abituati in Italia, un aspetto che in una competizione mondiale può fare la differenza – continua il numero uno della FIB – Sono comunque fiducioso: abbiamo atleti di grande esperienza e capacità, che sapranno affrontare questo appuntamento con determinazione e spirito di squadra. Ci sono tutte le condizioni per disputare un Mondiale da protagonisti. A loro e allo staff tecnico va il mio più sincero in bocca al lupo».

Olbia capitale Paralimpica nel segno di Los Angeles 2028

Negli stessi giorni, dal 13 al 20 ottobre, il PalaGeovillage di Olbia si trasformerà nella capitale internazionale della Boccia Paralimpica, accogliendo oltre duecento atleti provenienti da 22 nazioni per gareggiare nel World Boccia Challenger, evento promosso da World Boccia e dalla FIB in stretta collaborazione con l’Asd Ichnusa Sport. Sotto la guida del CT Loreno Targa, la squadra azzurra schiera nove atleti in un mix virtuoso tra veterani e giovani promesse dell’Under 23.

L’appuntamento sardo rappresenta uno snodo fondamentale della politica sportiva federale, orientata verso la crescita strutturale e l’inclusione. «Questo Challenger rappresenta una tappa cruciale per la crescita complessiva della boccia italiana – evidenzia il Presidente Favre – la Federazione sta infatti investendo con decisione nella disciplina, con la ferma intenzione di accompagnare il percorso di maturazione delle nuove generazioni e degli U23, alimentando quel sogno a cinque cerchi che guarda dritto a Los Angeles 2028».

Un percorso che trova la propria forza nella capacità di fare rete tra le istituzioni del Paese, il mondo paralimpico e il tessuto sociale. «È doveroso rimarcare il valore della sinergia istituzionale costruita insieme al Ministro per la Disabilità Alessandra Locatelli, alle istituzioni sportive come il Comitato Paralimpico Italiano, la Regione Sardegna e il Comune di Olbia, e a tutti i partner che credono nello sport come straordinario veicolo di inclusione», conclude Favre, rivolgendo un grato apprezzamento agli organizzatori e ai sostenitori d’eccezione come la Regione Valle d’Aosta e la Fondazione BMW Specialmente. Due mondi, un’unica maglia e un progetto sportivo capace di guardare lontano.

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