Coni, 16 dipartimenti per cambiare lo sport
Eletto presidente del Coni il 26 giugno, il giorno dopo Luciano Buonfiglio si è messo subito al lavoro. A settembre sono stati varati 16 dipartimenti, obiettivo una riforma sostanziale del mondo dello sport. I primi lavori dovrebbero essere conclusi a fine novembre: poi Buonfiglio deciderà cosa fare, se portare subito i risultati in Giunta. Il vicepresidente del Coni, e n.1 della Fise, Marco Di Paola, si occupa del dipartimento sulla giustizia sportiva, tema caldissimo da tempo (basti pensare alla ginnastica) e che sta molto a cuore anche al governo. Alberto Miglietta, presidente della Federpesi ed ex ad di Coni Servizi, invece segue in prima persona la questione della governance ma è anche coordinatore di tutti i dipartimenti, e ha tenuto una relazione nell’ultimo consiglio nazionale del Coni, alla presenza anche del ministro Abodi.
Buonfiglio inoltre, in una recente intervista a Repubblica, era stato chiaro, chiederà più fondi allo Stato per il Coni: “Per forza. Solo per le medaglie olimpiche, mantenendo questo trend, servono 9 milioni. Diamo continuo sostegno alla preparazione di quasi tutte le Federazioni negli impianti dell’Acqua Acetosa, di Formia, Tirrenia e Livigno e con l’Istituto di medicina e scienze dello sport. Siamo una Formula 1 che ha bisogno di carburante per correre e invece oggi è frenata».
E ora passa all’azione: il 27 novembre presenterà, con il segretario generale del Coni, Carlo Mornati, il report del piano strategico che sarà illustrato al Ministro dell’economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti e allo stesso Abodi. Non sono tempi facili, si sa, e Giorgetti ha non pochi problemi: ma il Coni cercherà di far valere le sue ragioni. “Le entrate proprie d’altronde non bastano più” sostiene il n.1 dello sport.
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