Eagles, la vittoria della difesa. Packers traditi da un calcio. E il primo tempo si era chiuso 0-0

Defense, defense. E’ l’urlo della folla in ogni stadio di football americano che si rispetti perché, vecchio detto, le partite si vincono soprattutto se linebacker, cornerback e safety fermano o limitano al massimo gli attacchi. Ecco, il Monday Night appena disputato potrebbe essere il manifesto perfetto di tutto questo. Dall’inizio alla fine il reparto arretrato di entrambe le squadre ha imperversato diventando il vero protagonista del match. E, di fatto, decidendolo. Battaglia aspra anche se poco spettacolare al Lambeau fIeld dove i padroni di casa ambivano a fermare i campioni in carica alle prese con un calendario tra i più difficili della lega. Ma gli Eagles hanno trovato ancora una volta un modo per vincere e i Packers sono rimasti a un calcio dall’overtime e poi chissà…

Un dato su tutti. Dopo trenta minuti, i primi due quarti, l’intero primo tempo si è concluso 0-0. Una rarità in questo sport. Nessuno dei due attacchi era riuscito a segnare punti. Philadelphia si era arenata all’inizio dopo un lungo e buon drive per un fumble del suo quarterback, Hurts. E anche Green Bay aveva perso palla col qb Love sul finire della prima frazione. Risultato in bianco e tutti negli spogliatoi.

Nel secondo tempo subito a segno Phila con un field gol ma da lì in poi altri drive, da una parte e dall’altra, fermati dalle difese. Il tutto spezzato da un lampo di Hurts, un lungo e felice lancio, 36 yard, ricevuto praticamente in endzone dal bravissimo Smith. Dieci a zero ma gara ancora aperta.

E bisogna aspettare il finale per vedere l’unico touchdown di GB: bravo Jacobs, running back difficile da fermare, a mettere i punti sul tabellone quando mancano meno di sei minuti alla fine. Non segnerà più nessuno anche se ad andarci più vicino saranno i Packers ma, va detto, un field gol da oltre 60 yard, non è mai per nessun kicker un gioco da ragazzi.

E difatti con nulla sul cronometro McManus disegna un obbrobrio e le Aquile festeggiano (Barkley in particolare, euforico sulla sideline).

Finisce bene per Phila ma il possesso precedente a tutto questo lascia molto perplessi a livello di coaching staff. Sirianni ha fatto giocare un quarto down di fatto restituendo pallone e la possibilità di fare punti a Green Bay. Una scelta quantomeno azzardata in quel finale ancora incerto.

Tra le note positive degli Eagles l’ultimo arrivato (da Miami), Phillips, preso per dare ulteriore spessore alla difesa delle Aquile e subito bene inserito nei meccanismi della squadra. Ha firmato due giocate fondamentali recuperando un fumble e fermando l’attacco dei Packers in un momento chiave. Un innesto importante, come il ritorno dal pensionamento di Graham.

L’ultimo arrivato è felice di far parte del team, vuole, ovviamente, competere per grandi traguardi e a fine gara ha rimarcato la differenza tra l’ambiente Eagles e (senza citarlo) quello da dove viene (i Dolphins che vivono anni complicati): “”La cosa più importante che ho notato è stata la totale assenza di panico”, ha detto Phillips. “Per tutto il tempo della gara c’era sempre la massima fiducia da entrambe le parti del campo, difesa e attacco. È stato davvero bello trovarsi in questo ambiente, una totale assenza di panico. Sempre e solo tanta fiducia in quello che i nostri compagni avrebbero fatto, da una parte e dall’altra”. Parole interessanti che descrivono lo spirito che anima gli attuali campioni del mondo.

Fra le note negative la sterilità di un attacco che dispone di armi offensive di primissimo livello e di un duo di ricevitori, Brown e Smith, che ogni squadra vorrebbe avere. Entrambi vengono poco utilizzati e soprattutto il primo davvero raramente. Una questione non nuova che si ripropone di match in match. E continua la scarsa produzione di Barkley che non trova più le praterie dello scorso anno per correre e fa fatica. Nonostante tutto e con un calendario sinora decisamente ostico Philadelphia ha sette vittorie e due sconfitte. E guarda avanti con rinnovate ambizioni.

Ambizioni che vuol coltivare anche Green Bay ma quest’ultimo ko ne complica il tragitto. “Sapevamo che sarebbe stata una rissa lunga quattro quarti”, ha detto l’allenatore dei Packers, Matt LaFleur. “Pensavo e sapevo che la nostra difesa è eccezionale ma sfortunatamente abbiamo commesso troppi errori offensivi per vincere la partita”. Vero.

Love, il quarterback che ha sostituito da qualche stagione l’icona Rodgers, è parecchio alterno e sinora non fa la differenza quando dovrebbe. E in attacco gli sforzi di Jacobs da solo non possono bastare. Certo, la difesa è forte e con l’arrivo di Parsons dai Cowboys ancora di più, ma se Love non diventa più concreto e continuo i sogni di gloria rischiano di restare tali.

Si va nel clou della stagione regolare, i destini dei team si giocano adesso. O mai più.

Monday Night

Philadelphia Eagles 10 GREEN BAY PACKERS 7

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