Martinenghi argento mondiale nei 100 rana: “Ho passato la notte a vomitare, sono al settimo cielo”
Non togliete la rana a Nicolò Martinenghi. Squalificato per un errore e poi riammesso alla finale dei 100 ai Mondiali di Singapore, il campione olimpico vince l’argento in 58″58 dopo una nottata in cui era stato così male, tra vomito e turbamenti, da pensare anche di rinunciare. Invece, non sarebbe Tete, se non avesse la testa che ha: il varesino, 25 anni, sale sul podio dei campionati per la quarta volta consecutiva. Alle ultime bracciate viene superato dal cinese Qin Haiyang che tocca per l’oro in 58″23. Bronzo al kirghiso Denis Petrashov (58″88). Quinto posto per l’altro azzurro, Ludovico Viberti (59″08).
Martinenghi: “Ho avuto una intossicazione, sono al settimo cielo”
Dopo le Olimpiadi di Parigi e il titolo nei 100 rana, Martinenghi ha voluto ricominciare cercando nuovi stimoli: ha lasciato lo storico allenatore a Varese, Marco Pedoja, per trasferirsi a Verona e allenarsi con Matteo Giunta, ex tecnico di Federica Pellegrini e ora marito. “Ieri dopo le batterie ho passato la notte in bagno, forse per una intossicazione. Ero vuoto dentro, ma pieno di testa e nel cuore. Avevo pensato anche di dare forfait, ma l’orgoglio ha prevalso di rappresentare l’Italia e dare frutto al lavoro fatto con Matteo Giunta. Mi ha aiutato tanto, ma devo ringraziare anche Pedoja e tutti quelli che mi hanno fatto diventare la persona che sono. Mi dispiace, potevo valere qualcosa in meno se fossi stato più in forma. Forse non si vede e non si direbbe, ma sono al settimo cielo”.
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