Sinner sindacalista, accusa gli Slam: servono premi più equi per i giocatori di seconda fascia

E a quelli meno bravi chi ci pensa? Lo fa Jannik Sinner nella nuova veste di sindacalista. Parlando con il “Guardian”, critica il rifiuto dei tornei del Grande Slam (Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e Us Open) di trattare sui benefit e premi in denaro per i giocatori di bassa fascia. Ad Agosto era state avanzate le proposte dai top 10 di ATP e WTA — che prevedevano una revisione dei premi e un sistema di sostegno più equo — e sono state respinte, così come la richiesta di un incontro ufficiale agli US Open.

“Siamo delusi”

“Siamo rimasti delusi – dice il numero due del mondo – quando hanno detto che non possono dare seguito alle nostre proposte finché non saranno risolte altre questioni”. Il riferimento sarebbe a una causa avanzata dalla Professional tennis players association fondata da Novak Djokovic. “Calendario e programmazione sono argomenti importanti, ma nulla impedisce agli Slam di affrontare in questo momento i benefit per i giocatori, come pensioni e assistenza sanitaria. Gli Slam sono gli eventi più importanti – ha aggiunto Sinner – e generano la maggior parte dei ricavi del tennis, quindi chiediamo un contributo equo per sostenere tutti i giocatori e un montepremi che rifletta al meglio i guadagni di questi tornei. Vogliamo collaborare con gli Slam per trovare soluzioni che siano positive per tutti nel tennis”.

Non solo premi e non solo campioni

La battaglia non riguarda solo denaro e premi: nelle lettere inviate ai tornei, gli atleti hanno chiesto anche tutele sociali — come pensioni, assistenza sanitaria e maternità — già garantite in parte dai circuiti ATP e WTA. La mancanza di trasparenza sui conti dei tornei e l’assenza di dialogo hanno spinto Alcaraz e Sabalenka a schierarsi con Sinner nella protesta.

Nonostante i montepremi degli Slam più importanti, in particolare gli Us Open, siano aumentati a guadagnare sono principalmente i vincitori. Resta penalizzato chi si ferma nei primi turni: “Il tennis non vive solo dei campioni — ha sottolineato Sinner — ma anche di chi fatica ogni settimana per restare nel circuito”.

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