Al Senato mozione sul Def dalle opposizioni, Azione si astiene. Calenda: “Nessun flirt con Meloni”

Via libera della Commissione Bilancio della Camera alla risoluzione sul nuovo Def, il Documento di economia e finanza atteso in Parlamento entro il 10 aprile e che potrebbe essere varato dal Cdm il giorno prima. Il documento è passato con il voto favorevole della maggioranza e la contrarietà delle opposizioni a eccezione di Azione, che si è astenuta. L’onda lunga del congresso del partito di Carlo Calenda – a cui ha partecipato la premier Giorgia Meloni e diversi ministri del governo – continua ad alimentare malumori nel centrosinistra. Ma Calenda mette a tacere il “gossip” precisando a Coffee break, su La7: “Nessun flirt con Meloni ma confronto, è un concetto democratico, come con Monti, con Gentiloni. Se diciamo che non si può parlare più è finita”

I distinguo ora non sono stati solo a parole. La mozione sul Def è stata proposta al Senato dai parlamentari di tutte le opposizioni tranne, appunto, Azione (che non ha un gruppo avendo solo due senatori, che al momento non hanno firmato il documento). In particolare si tratta di Pd, Movimento 5 Stelle, Avs, Italia viva e Autonomie, per chiedere che sia discussa in Aula e che su questo riferisca il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. A spiegarlo, il capogruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia, al termine della conferenza dei capigruppo: “Il governo nasconde i dati al Parlamento modificando le procedure sul Def. Ma esiste una legge, che è in vigore e il governo non può umiliare il Parlamento facendo approvare, come è stato fatto alla Camera oggi e domani succederà al Senato, una risoluzione che modifica una norma ordinaria. È inaccettabile, abbiamo protestato e continueremo a farlo”.

Per Boccia, “devono cambiare la legge ordinaria vigente ma non ne hanno la forza, continuano a dire che modificano il Def perché è modificato il ciclo di bilancio in Europa ma sono cose completamente diverse. Non voglio dare i dati macroeconomici sul triennio, in particolare sul 2028, che è il primo anno senza il Pnrr e non hanno ancora deciso se andrà a scadenza naturale o verrà rinviato. Siamo molto preoccupati. In questo governo c’è un solo luogo decisionale che è Palazzo Chigi, gli altri sono figuranti e sulle grandi questioni Palazzo Chigi, pur di non mettere in evidenza le divisioni, rinvia le scelte”. Per Iv “astenersi su provvedimenti qualificanti significa entrare nell’anticamera della maggioranza di governo”, ha commentato il senatore e vicepresidente dei renziani Enrico Borghi.

La posizione di Azione l’ha spiegata ancora una volta Calenda sui social: “Noi siamo e saremo all’opposizione del governo Meloni come ho già scritto un milione di volte. Il resto è gossip e strumentalizzazioni da cortile”. Raffaele Nevi, portavoce di Forza Italia, intervenendo a SkyStart, ha ribadito che il suo partito sta “bene nel centrodestra, siamo i fondatori del centrodestra” ma “siamo assolutamente pronti ad allargare la coalizione a chi condivide i nostri valori, i nostri principi, i nostri programmi, le nostre idee. Su alcune questioni, penso alla giustizia, con Calenda, ma anche con Italia Viva ci sono stati punti di incontro. Mi pare che Calenda stia facendo un’operazione positiva nel rimarcare che questa sinistra non può avere un futuro, perché propina delle ricette che sono l’esatto contrario di quello che serve all’Italia. Se deciderà di venire nel centrodestra sarà una sua libera scelta”, ha concluso Nevi

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