Di Battista posta una foto con i medici di Cuba: “Mi hanno salvato la vita, gli Usa come mafiosi”
“Io sto molto meglio e ho voglia di ricominciare a fare quello che ho sempre fatto: scrivere e denunciare”. Lo scrive Alessandro Di Battista su Substack postando una foto con i medici cubani nell’ospedale di L’Avana, dove è stato ricoverato e operato questo mese. L’ex 5 stelle che stasera tornerà in tv ospite di Giovanni Floris, a diMartedì (La7), annuncia che nei prossimi giorni racconterà “tutto quello che è successo. Intanto, – aggiunge – vi lascio qui sotto una foto con alcuni dei medici cubani che mi hanno salvato la vita”.
Nel post, l’ex deputato torna anche sulla sua esperienza a Cuba, dove si era recato per raccontare le conseguenze del blocco statunitense.
“La sanità cubana è un’eccellenza e io non dimenticherò mai tutto quello che Cuba ha fatto per me”, scrive, denunciando le condizioni in cui versa il Paese e attribuendone la responsabilità alle politiche degli Stati Uniti: dopo l’invasione della Baia dei Porci, attacca l’ex esponente pentastellato, “gli Usa continuano a comportarsi come dei mafiosi e a strangolare il popolo cubano”.
“Dalla stanza al diciannovesimo piano dell’Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras, ho vissuto sulla mia pelle l’umanità dei medici cubani. Non dimenticherò mai il loro affetto e la loro professionalità – prosegue Di Battista – E sono stati proprio i medici cubani a raccontarmi che moltissimi dei medici palestinesi sterminati dai terroristi israeliani si sono formati proprio a Cuba. Qui, su Scomode Verità, continueremo a parlare di tutto questo e ad unire i puntini. Come abbiamo sempre fatto”.
Il messaggio a Ranucci
Alessandro Di Battista “mi ha commosso”: “Mi ha scritto un sms esortandomi a ‘resistere’”. Lo ha rivelato su Facebook Sigfrido Ranucci. L’ex conduttore di Report, coinvolto nel caso Lavitola, ha aggiunto: “Lui, dopo tutto quello che ha passato, ha pensato a me e alla mia famiglia. Il nostro Paese ha disperato bisogno di persone come lui, che intendono la politica come ‘donare’ e non comandare. Forza Ale”.
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