Schlein: “Fermare subito l’occupazione di Gaza, Italia non sia complice”. Avs: “Basta ipocrisia”

“L’occupazione illegale di Gaza da parte dell’esercito israeliano va fermata subito”, dice segretaria del Pd Elly Schlein mentre i carri armati avanzano in diverse aree alla periferia di Gaza City. Nella Striscia “devono entrare aiuti umanitari, cibo, medicinali per prestare soccorso a un popolo stremato e ridotto alla fame”, continua la leader dem. Che definisce quello di Netanyahu un “piano criminale concordato con Trump per colonizzare la Palestina, annettere la Cisgiordania e annientare la popolazione civile”.

La segretaria del Pd si rivolge al governo e alla premier Giorgia Meloni: “L’Europa ha iniziato a reagire, seppur tardivamente, invocando sanzioni al governo israeliano. La contrarietà del governo italiano è tra le cause dell’immobilismo Ue. Dopo più di 60mila morti palestinesi, Meloni ancora sceglie Trump e Netanyahu e frena una dura reazione europea. Non possiamo accettare che l’Italia sia complice, perché siamo davanti a una delle pagine più buie e tragiche della storia contemporanea”, conclude. E il responsabile nazionale Esteri del Pd, Peppe Provenzano parlando ai Tg aggiunge: “Gaza brucia. Persino dalle Nazioni Unite parlano di genocidio. L’invasione di Netanyahu è un crimine dalle conseguenze enormi. Va punito e va fermato, anche perché porta la guerra nel Mediterraneo. Servono atti urgenti, sanzioni durissime. Giorgia Meloni smetta di opporsi in Europa e di accodarsi a Trump. L’Italia non può essere complice”.

L’allarme di Crosetto: “Lo scudo per difenderci pronto solo dal 2031”

Contrario all’offensiva su Gaza il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, “per i rischi che corre la popolazione civile, non certo per difendere Hamas che usa gli ostaggi come scudi umani”, commenta a Skytg24. Serve “accelerare i tempi per un cessate il fuoco, la liberazione degli ostaggi senza condizioni e la fine degli attacchi. Si è già vista carneficina in questi mesi a Gaza, non sarà facile”. Il ministro della Fisa, Guido Crosetto non pensa che “l’attacco a Gaza sia il bene di Israele” e che “la lotta ad Hamas, che è sacrosanta, debba essere fatta in questo modo, non penso che si possa pensare di deportare il popolo palestinese, non è una cosa che mette in sicurezza Israele, ma neanche nessun altro Paese del Medioriente. Io penso che vada trovata una possibilità di convivenza tra palestinesi e Israele e che questo sia possibile se in qualche modo si estirpano i proxi dell’Iran e delle organizzazioni terroristiche come Hamas. Il modo che ha scelto Netanyahu, non Israele, sono due cose diverse per me, secondo me non è il metodo giusto”, spiega Crosetto, a margine del forum Defence Procurement a Roma.

Si fa sentire il resto dell’opposizione. A partire dal leader del M5S, Giuseppe Conte, che parla di una “vergogna senza fine. La città sta bruciando, dichiarano soddisfatti dal governo di Israele dopo aver invaso Gaza city. Continuano impuniti, non ancora appagati da un genocidio di oltre 60mila palestinesi, di cui 20mila bambini. Il governo rimane silente. Dall’Italia e dall’Europa niente sanzioni, niente embargo delle armi, niente ritorsioni diplomatiche ed economiche. E no sospensione del Memorandum di cooperazione militare, no al riconoscimento dello Stato di Palestina, no a sanzioni economiche e finanziarie. Una totale vergogna”, ripete l’ex premier parlando da Soriano (Vibo Valentia), prima tappa del suo secondo tour in Calabria a sostegno del candidato presidente della Regione per il centrosinistra, Pasquale Tridico. Aggiungono i capigruppo M5S delle commissioni Esteri, Difesa e Politiche Ue di Camera e Senato: Francesco Silvestri, Bruno Marton, Arnaldo Lomuti, Filippo Scerra e Pietro Lorefice: “Se le nostre democrazie europee non vogliono perdere la faccia di fronte al mondo e ai loro stessi cittadini, se la civiltà occidentale basata sul rispetto dei diritti umani non vuole soccombere, l’Europa si smarchi da Trump e abbia un sussulto di dignità per fermare la follia criminale genocida e terrorista del governo Netanyahu con l’unica arma a sua disposizione: l’interruzione di ogni rapporto diplomatico ed economico attraverso embarghi e dure sanzioni e l’immediato riconoscimento dello Stato di Palestina che i governanti israeliani vogliono cancellare con occupazioni e annessioni”.

“Non è una guerra, è un genocidio – ribadisce Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato Avs, in un post su X – I governi del mondo sono complici dello sterminio del popolo palestinese. Ribellarsi e urlare la nostra indignazione nelle piazze di tutto il mondo è quello che possiamo e dobbiamo fare. Netanyahu è un infame criminale”. “Sullo stermino del popolo palestinese”, lancia un appello al governo italiano Nicola Fratoianni di Avs: “Fate qualcosa, intervenite. Basta con le parole vuote, con l’ipocrisia, con la complicità, non è più sopportabile”, dice da Firenze dopo la presentazione dei candidati di Avs alle regionali in Toscana.

Condividi questo contenuto: