Adenocarcinoma polmonare, cos’è e come si cura il tumore che ha colpito il Papa
Un sospetto che diventa una certezza: Papa Leone XIV ha un tumore al polmone, in particolare un adenocarcinoma. La conferma di quello che i medici temevano fin dalle prime visite è arrivata dopo i 90 minuti di operazione, durante i quali è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro e contemporaneamente è stato eseguito un test preliminare sul tessuto per capire di che tipo di malattia si trattasse.
Che cosa è l’adenocarcinoma
L’adenocarcinoma è un tumore che interessa un tipo di cellule molto diffuso nel corpo umano, quelle di natura ghiandolare, che cioè possono secernere delle sostanze, per esempio del muco. Ecco perché può colpire diversi organi: dal pancreas allo stomaco, dall’ovaio alla prostata e, come nel caso del Pontefice, il polmone. L’adenocarcinoma polmonare fa parte dei carcinomi polmonari non a piccole cellule, i più diffusi, è quello maggiormente diagnosticato fra i non o ex fumatori, e colpisce tipicamente le parti più periferiche dell’organo.
Tumore al polmone, le 10 cose che le donne dovrebbero sapere di Letizia Gabaglio 24 Luglio 2026
Tumore al polmone, le 10 cose che le donne dovrebbero sapere
I prossimi passi
Per stabilire la strategia più efficace per trattare il tumore è necessario considerare due fattori: lo stadio della malattia e le sue caratteristiche molecolari. Occorre quindi attendere il tempo necessario per condurre i test sul tessuto polmonare e sui linfonodi asportati durante l’operazione. Per quanto riguarda la stadiazione, il fatto che sia stato possibile intervenire chirurgicamente e la definizione data dallo stesso Papa di “nodulo piccolo” fa immaginare che si tratti di una malattia colta nelle fasi iniziali. Sul fronte delle mutazioni, invece, i medici andranno alla ricerca della presenza di alcuni target per cui esistono farmaci mirati – come Egfr, Alk, Ros1, Kras, Braf, Met, Ret – e valuteranno l’espressione della proteina PD-L1 per capire se usare l’immunoterapia.
Le terapie
Sulla base dei risultati di queste analisi sarà possibile stabilire la terapia del Papa con l’obiettivo di eliminare possibili cellule malate ancora presenti dopo la chirurgia e ridurre quindi al massimo il rischio che il tumore si ripresenti. Sulla base delle informazioni sullo stadio di malattia e sulla presenza di mutazioni target gli oncologi disegnano un percorso che può prevedere l’uso di farmaci mirati o l’immunoterapia con o senza la chemioterapia. In alcuni casi può essere prevista anche la radioterapia post operatoria.
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La sopravvivenza
L’avvento di farmaci sempre più efficaci e specifici ha rivoluzionato la cura del tumore al polmone. I dati di sopravvivenza dipendono però in maniera cruciale dallo stadio di malattia al momento della diagnosi. Le prime informazioni sul Papa fanno pensare a uno stadio precoce: in questo caso la sopravvivenza a 5 anni arriva all’80%.
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