Meglio breve ma intenso o lungo e costante? Sull’esercizio fisico risponde la scienza
Quando il tempo è poco, la domanda sorge spontanea: meglio brevi sprint intensi o lunghe sedute a ritmo costante? Un nuovo lavoro cerca di dare una risposta, con un occhio particolare a chi convive con diabete di tipo 2 e sovrappeso. Un gruppo internazionale di ricercatori ha messo a confronto due approcci: l’allenamento a intervalli ad alta intensità (HIIT), fatto di brevi scatti alternati a recuperi, e l’attività fisica continua a intensità moderata (MICT), quella delle classiche camminate o pedalate di 40-50 minuti a ritmo costante.
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Lo studio non si è basato su singoli esperimenti, ma su una meta-analisi di 26 trial clinici randomizzati, che ha coinvolto 790 persone con diabesità (età media circa 60 anni, metà uomini e metà donne).
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I risultati mostrano che HIIT migliora più del MICT alcuni parametri chiave della salute metabolica e cardiovascolare: riduce i livelli di insulina a digiuno e l’insulino-resistenza, e aumenta la capacità cardiorespiratoria (VO?max), cioè quanto cuore e polmoni riescono a sostenere uno sforzo. Per altri aspetti – peso corporeo, glicemia, colesterolo totale, pressione arteriosa – i due approcci si equivalgono, segno che entrambi restano validi strumenti di prevenzione e cura.

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Questi dati confermano che l’HIIT, pur richiedendo meno tempo, può rappresentare una strategia efficace e sicura per migliorare il profilo metabolico e cardiovascolare di chi vive con diabete e obesità. Non sostituisce i farmaci quando necessari, ma si propone come un alleato importante nella gestione non farmacologica della malattia.
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Gli autori sottolineano però che le prove sono ancora di bassa certezza, e che servono studi più lunghi e in contesti di vita reale per confermare questi benefici. Dal punto di vista pratico, il vantaggio dell’HIIT sta proprio nella sostenibilità: poche decine di minuti, con intervalli calibrati sul livello individuale, possono risultare più facili da integrare nelle giornate frenetiche e più motivanti per chi fatica a mantenere la costanza negli allenamenti tradizionali. Naturalmente non è un approccio “fai da te”: soprattutto nei pazienti con diabete e obesità serve un’attenta valutazione clinica e un programma supervisionato.
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Take home messages
– L’HIIT riduce insulino-resistenza e migliora la capacità cardiorespiratoria più del MICT nei pazienti con diabesità.
– Per peso, glicemia e colesterolo i due tipi di allenamento sono equivalenti e complementari.
– L’attività fisica resta un pilastro: la scelta va personalizzata e condivisa con il medico.
Ref: https://dmsjournal.biomedcentral.com/articles/10.1186/s13098-025-01909-z
Aureliano Stingi, dottore in biologia molecolare, lavora nell’ambito dell’oncologia di precisione e longevità
Instagram: Aureliano _Stingi X: @AurelianoStingi
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