Poche vaccinazioni, immunità di gregge a rischio. Tornano i virus che possono scatenare un’epidemia
Meno ci vacciniamo, più i virus avanzano. E le malattie che pensavamo fossero arretrate tornano a farsi vedere. Dopo decenni di vaccinazioni funzionali alla prevenzione dalle infezioni scatenate da molteplici virus, e quindi dopo decenni di efficacia dimostrata, malattie come morbillo, influenza e persino difterite e poliomielite, mostrano numeri in ascesa. Sembra una contraddizione, ma una spiegazione c’è.
“La ricomparsa di questi agenti patogeni non significa che i vaccini abbiano smesso di funzionare – avverte Massimo Ciccozzi, professore di Epidemiologia e Statistica medica dell’Università Campus Bio-Medico di Roma -. Piuttosto, mette in luce un problema fondamentale: quando la copertura vaccinale diminuisce, aumenta il numero di individui suscettibili”. E nascono nuovi interrogativi: cosa sta succedendo alle vaccinazioni nelle società che per decenni sono riuscite a tenere a bada queste malattie? Ma soprattutto: dobbiamo aspettarci a breve una nuova epidemia?
Le infezioni che minacciano Usa
Ora il riferimento numero uno sono gli Stati Uniti. Ciccozzi spiega: “Negli Usa, con la politica adottata da Kennedy, ad oggi si rileva un aumento delle infezioni, con oltre 2.777 casi di morbillo confermati. Una tendenza che sorprende, perché negli Stati Uniti, tra il 2001 e il 2022, sono stati registrati solo tre decessi per morbillo, l’ultimo dei quali nel 2015, mentre il Cdc (Centers for disease control and prevention) ha confermato tre morti nel solo 2025. in Europa invece nel 2024 si sono avuti 127.350 casi e 38 decessi. E i focolai persistono in aree con bassa copertura vaccinale”.

Che cos’è la difterite, l’infezione che uccide soprattutto i bambini (non vaccinati)
Estendendo lo sguardo risulta che il problema non sono solo morbillo e difterite. Nel 2022 gli Stati Uniti hanno segnalato un caso di poliomielite paralitica in un adulto non vaccinato a New York, il primo rilevato nel Paese dal 2013. L’uomo era infetto da un poliovirus derivato dal vaccino di tipo 2 (VDPV2), e virus geneticamente correlati sono stati poi individuati nelle acque reflue di diverse contee, fornendo la prova del contagio.
In Europa poliovirus nelle acque reflue
Dal canto suo la Germania successivamente ha segnalato al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) di aver trovato del poliovirus selvaggio di tipo 1 in un campione di acque reflue in arrivo da Amburgo, anche se non sono emerse infezioni che avessero aggredito esseri umani. Il ritrovamento è avvenuto in seguito ad alcune segnalazioni provenienti da diversi Paesi UE, tra cui Finlandia, Germania, Polonia e Spagna, che nel 2024 avevano rilevato nelle acque reflue la presenza di VDPV (Vaccine-Derived Poliovirus o Poliovirus Vaccino-Derivato, ossia il ceppo genetico del virus della poliomielite che deriva dal ceppo attenuato usato nel vaccino orale antipolio (OPV / vaccino di Sabin). E proprio questi risultati hanno spinto l’Ecdc a chiedere un incremento delle vaccinazioni e della sorveglianza.
I rischi in Italia: il morbillo corre veloce
E l’Italia quali rischi corre? Ma soprattutto, di fronte a quali malattie di ritorno può temere una nuova epidemia causata da un numero insufficiente di vaccinazioni? Le principali malattie in forte crescita a causa del calo delle coperture vaccinali sono il morbillo (patologia virale) e la pertosse (batterica, spesso monitorata insieme alle malattie virali per via dei trend di immunizzazione comuni). I dati della sorveglianza epidemiologica (Sistema di sorveglianza integrata coordinato dall’Iss in collaborazione con Ministero della Salute, Regioni, Province autonome e Asl)evidenziano una recrudescenza preoccupante di queste e altre patologie prevenibili.
Morbillo, contagi in crescita del 78%: una persona può infettarne 17
In particolare, il morbillo sta registrando l’aumento più drastico, con contagi in forte risalita in diverse regioni italiane, tra cui Calabria, Campania, Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna e Toscana. Solo nei primi mesi dell’anno i casi confermati hanno superato le centinaia, colpendo non solo i bambini nella fascia 0-4 anni, ma anche molti giovani adulti. Oltre l’85-90% delle persone contagiate risulta non vaccinata. Un aumento strettamente legato al fatto che la copertura in Italia per la seconda dose è scesa sotto la soglia di sicurezza del 95% raccomandata dall’Oms per garantire l’immunità di gregge.
Le altre patologie di ritorno
Al secondo posto delle infezioni in ascesa in Italia c’è la pertosse (Bordetella pertussis). Anche se è causata da un batterio e non da un virus, mostra lo stesso identico trend epidemiologico del morbillo, con un incremento massiccio dei casi a livello nazionale ed europeo. La diminuzione delle vaccinazioni pediatriche e dei richiami negli adolescenti ha esposto i neonati sotto l’anno di età (non ancora protetti dal ciclo vaccinale primario) al rischio di forme gravissime e ospedalizzazioni.
Poi c’è l’infezione da Papillomavirus Umano (Hpv). I dati dell’Istituto Superiore di Sanità segnalano una costante preoccupazione per il calo o il ristagno delle coperture vaccinali contro l’Hpv nei ragazzi. Infine, il rallentare delle immunizzazioni pediatriche e negli adolescenti sta mantenendo scoperte ampie quote di popolazione anche verso altre patologie infettive rilevanti, come le infezioni invasive da Meningococco B (con quasi 1,8 milioni di bambini e ragazzi non adeguatamente protetti) e pure la varicella.
Perché i virus riprendono quota
Ma tecnicamente perché succede tutto questo? La spiegazione sta in una definizione: ‘immunità di gregge’. Con essa ci riferiamo a una forma di protezione indiretta dalle malattie infettive contagiose. Funziona in questo modo: la comunità è protetta una grande percentuale di una popolazione diventa immune a un patogeno, grazie alla vaccinazione o a una precedente infezione. Di conseguenza, quando la maggior parte delle persone è immune, il virus o il batterio fatica a trovare nuovi ospiti e la catena dei contagi si rallenta o si blocca e si ha l’interruzione del contagio. Grazie a questo sono protette anche le persone che non possono vaccinarsi, ad esempio per allergie, immunodeficienze o perché troppo giovani. Ma l’impianto rischia di crollare quando le vaccinazioni scarseggiano perché il virus riesce a trovare nuovi ospiti e la sua circolazione può colpire anche chi non può vaccinarsi.
Il morbillo in aumento è come il canarino in miniera: un segnale di pericolo per altre malattie
Ciccozzi: “Attenzione ai campanelli d’allarme”
Ciccozzi parte da una considerazione nel definire lo stato delle cose. Parte dal fatto che “il morbillo va considerato un campanello d’allarme”. “È il virus più contagioso che esiste sulla terra, con un indice Rt di trasmissibilità tra 16 e 18 – spiega -. Possiamo quindi paragonarlo al canarino giallo usato nelle miniere per rilevare eventuali fuoriuscite di gas. Inoltre, l’aumento di casi di morbillo dovuti alla scarsa vaccinazione fa pensare che anche contro altre malattie infettive non ci si vaccini adeguatamente, e che quindi ciò porterà all’avanzata di altri virus, come la difterite e la poliomielite, che riemergono attraverso ospiti non vaccinati e vengono rilevate nelle acque reflue. Il caso del decesso della bambina in Sicilia, non vaccinata contro la difterite e morta per questa malattia, ne è l’esempio eclatante”.
Vaccini: l’intervallo tra le dosi è un fattore fondamentale per contenere un’epidemia
“Ci chiediamo se, vista la nostra realtà vaccinale potremmo aspettarci una prossima epidemia, ad esempio di morbillo – conclude Ciccozzi -. Non è escluso. Una volta si pensava che le epidemie fossero cicliche, ma oggi, con la circolazione virale per scarsa vaccinazione, potrebbero scatenarsi in ogni momento”.
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