Bellocchio: “Tagli al cinema? Non si tratta di destra o sinistra”. Avati: “Il cinema italiano muore”

Due maestri come Marco Bellocchio e Pupi Avati a difesa del cinema italiano contro i tagli della manovra. Il regista de I pugni in tasca e la serie Portobello (per riassumere sessant’anni di carriera) e il cineasta del gotico emiliano e della commedia familiare si scagliano contro la decisione di ridurre i finanziamenti al cinema di ben 150 milioni di euro per il 2026, cifra che cresce ancora nel 2027 quando i tagli previsti sono di 200 milioni di euro.

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“I tagli in manovra? Non credo sia una persecuzione contro il cinema, devono tagliare e certamente il cinema non è che sia un terreno di sinistra o di destra. Insomma, non credo sia la loro tazza di tè” ha commentato Bellocchio, sul red carpet della Festa del cinema di Roma.

Mentre Avati intervistato da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari a Rai Radio1, ospite di Un giorno da pecora ha lanciato un appello: “Il cinema italiano sta morendo e nessuno sta facendo nulla per salvarlo, l’unico modo per farlo sarebbe fondare un’agenzia, come in Francia”. La manovra? “Anche questi tagli al cinema sarebbero funzionali se ci fosse un’agenzia ma fare dei tagli e poi farli gestire al ministero dei Beni culturali sono improvvidi”.

Anche il produttore Riccardo Tozzi ha commentato la situazione: “Quanto sta accadendo è qualcosa di qualitativamente e quantitativamente diverso da tutte le piccole ‘crisi’ del cinema italiano, che abbiamo passato in questi anni. Questo intervento, non solo per il taglio, ma anche per altri elementi che ci sono attorno, creerà una crisi senza precedenti. Io prevedo mesi e mesi in cui non ci sarà un calo come fu nel 24 del 30%, ma un calo in realtà verticale. Ci sarà un blocco generale dell’attività di cui non si valutano i riflessi. Per esempio il cinema italiano rappresenta il 30% del mercato cinematografico. Senza quei film, che non si produrranno, chiuderanno le sale”. La fiction italiana “tiene in piedi Rai 1, che tiene in piedi la Rai. Il fatto che per un periodo non si sa quanto lungo non se ne produrrà e poi ci sarà un altro tempo di assestamento, chissà quanto lungo, creerà un vuoto che inciderà su grandi strutture industriali”.

“Il buon senso passa sempre in secondo piano. Come se non fosse affare di questa società formare i cittadini del futuro. Mi sembra proprio una scelta folle” ha comentato l’attrice Claudia Pandolfi in occasione della presentazione al festival Alice nella città del film 2 cuori e 2 capanne di Massimiliano Bruno in cui recita al fianco di Edoardo Leo. “Stamattina ci siamo svegliati con due film italiani in testa al box office, ovvero Tre ciotole e Per te. E nello stesso momento stiamo discutendo sulla crisi del cinema e del fatto che rappresenti una perdita economica e, quindi, siano necessari dei tagli” ha aggiunto Edoardo Leo. “Che altro devo dire? Bisognerebbe leggere i giornali per capire quello che stiamo cercando di fare”.

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