Damian Hardung: “Dopo Maxton Hall recito per Salvatores. L’italiano? Imparato sul set e a Palermo”
Damian Hardung ha 27 anni, recita da quando ne aveva dodici ma il sogno di diventare attore ha vissuto a lungo con altre due passioni: il calcio (ha giocato a lungo nelle giovanile del Colonia) e la medicina (tutti nella sua famiglia sono medici e insieme a suo fratello Leon si è impegnato nella campagna per vaccinare contro il Covid).
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In patria è diventato famoso per la serie teen Club der roten Bänder (remake tedesco dell’ospedaliera Braccialetti rossi, il format originale era spagnolo da cui la fiction Rai), ma la popolarità internazionale è arrivata con Maxton Hall. Serie tedesca girata in inglese, è la produzione Prime Video più vista della piattaforma. Tratta dai romanzi di Mona Kasten, la serie è ambientata in un esclusivo liceo privato inglese dove il rampollo di una ricca famiglia della moda James Beaufort (Hardung) finisce per innamorarsi della povera e studiosa Ruby Bell (Harriet Herbig-Matten). Una relazione impossibile. Dopo il successo della prima stagione dal 7 novembre arriva un secondo capitolo (i primi tre episodi), in cui i sentimenti si mescolano con tematiche più toste. Lo abbiamo intervistato.
Com’è stato per lei personalmente tornare a James con una stagione così intensa, che ha a che fare con la perdita e la salute mentale?
“Ci sono due aspetti della questione: professionale e personale. Come attore è assolutamente un privilegio interpretare un personaggio così profondamente problematico perché è bellissimo esplorare i personaggi complessi con tutti i loro strati come le cipolle. Ma anche la possibilità del cambiamento, di momenti felici e la possibilità di tirarsi fuori da momenti così duri. Dall’altro lato come persona quando ho letto la sceneggiatura ho pensato ‘sarà un’estate orribile’. E in qualche modo lo è stata eppure ho scelto questa professione perché mi piace esplorare questi confini, trovarmi in una situazione dove puoi spingere i limiti perché in quei momenti ti senti veramente vivo. Provi sensazioni che sarebbe difficile provare nella vita di tutti i giorni. Sono molto grato di aver potuto girare la seconda stagione e molto orgoglioso di condividerlo col pubblico”.
La serie è stata un grandissimo successo. Come ha cambiato la sua vita?
“È incredibile, travolgente. Ovunque vada incontro persone che hanno visto la serie, che fanno riferimenti alla storia, è un’esperienza che allarga il cuore perché questa serie è molto personale per tutti noi. E se vuoi raggiungere il cuore degli spettatori devi mostrare un po’ il tuo per vedere attraverso le fratture e capire chi si è veramente. Così c’è uno scambio tra noi e il pubblico, è un’esperienza che unisce tutto il mondo. Incredibile”.
È nel cast del prossimo film di Gabriele Salvatores. Cosa ci può raccontare di questa esperienza?
“Oh mio Dio. È la bellezza di poter aprire certe porte, quando ho letto La variante di Lüneburg sono rimasto colpito, non credo di aver mai letto una sceneggiatura scritta così bene. Sono venuto a Roma quest’anno per incontrare Gabriele ed è stato un vero piacere chiacchierare con lui, un’esperienza umanamente profonda. Irradiava un’energia e una gioia incredibile, nonostante l’età ha la giocosità e la giovinezza di un ragazzo ma anche la saggezza. È incredibile pensare che con l’età una persona può diventare maturo o attempato e lui ha chiaramente scelto di essere il primo. Non vedo l’ora di girare il film con lui. È in cima alle mie priorità del prossimo anno”.
È vero che lei parla italiano?
“Sì un po’ e infatti devo parlare in italiano nel film. Reciterò 50% in tedesco e 50% in italiano”.
Come lo ha imparato?
“Ho girato a Cinecittà con Giacomo Battiato Il nome della rosa, la serie Rai. Tutta la troupe era italiana, così ho imparato e a Roma ho fatto anche un corso di lingua ma sono stato in Italia anche durante l’Erasmus, ho vissuto a Palermo. E ho studiato medicina là. La mia è una vera storia d’amore con l’Italia dal punto di vista culturale, i panorami. Sono stato in Sardegna, mi sono innamorato… la pace che provi in certi posti. È veramente uno dei paesi più belli al mondo e non vedo l’ora di passarci più tempo”.
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