Dave Ball, morto a 66 anni il fondatore dei Soft Cell. Con Marc Almond rivoluzionò il sound inglese
Quando uscì il singolo Tainted love, nel luglio del 1981, non tutti si accorsero di quanto quel duo esteticamente bizzarro chiamato Soft Cell fosse diverso dai molti gruppi di elettropop che stavano invadendo il mercato. Dave Ball, morto nel sonno a 66 anni nella sua casa di Londra, era la metà meno vistosa ma non meno geniale di quel sodalizio. Insieme a Marc Almond aveva messo in piedi un progetto di pop elettronico decadente e carico di tormentato erotismo e destinato a durare nel tempo, come testimoniano le numerose cover dei loro brani realizzate dagli artisti più disparati, dai Nine Inch Nails a Marilyn Manson, e le decine di milioni di copie vendute nel mondo.
Ball, nato a Chester nel 1959 e cresciuto a Blackpool in una famiglia adottiva, aveva incontrato Almond al Leeds Polytechnic nel 1977. Uniti da una passione comune per il soul e l’avanguardia elettronica, diedero vita ai Soft Cell, combinando i sintetizzatori ossessivi di Ball con l’interpretazione teatrale e decadente del cantante. Il primo successo arrivò con la cover di Tainted love, un brano soul di Gloria Jones che con oltre 20 milioni di copie vendute divenne il singolo più venduto dell’anno nel Regno Unito e un manifesto del nuovo suono sintetico che avrebbe segnato il decennio. Sul lato b c’era invece Where did our love go, un brano delle Supremes del 1964 che certificava, una volta di più, il loro amore per il soul.
Il loro primo album, Non-Stop erotic cabaret, 1981, mise in luce tutto il magnetismo della musica dei Soft Cell, caratterizzato da un una sorta di magico flusso sonoro destinato a fare scuola. Con il disco successivo, The art of falling apart, pubblicato nel 1983, Ball e Almond misero a fuoco il mondo artistico, colorando di tinte dark la personalità da dandy a luci rosse di Almond, definito all’epoca un Jean Genet del pop. Brani come Bedsitter e Say hello, wave goodbye restano due pietre miliari per una generazione inglese alle prese con una crisi sociale profonda, piena di ombre sul futuro e di inquietudini profonde che passavano anche attraverso la ridefinizione dei canoni pop.
Ball, meno protagonista di Almond ma fondamentale nella tessitura di questo tappeto sonoro inconfondibile e carico di tormentata passione, dopo lo scioglimento dei Soft Cell nel 1984, annunciato subito prima dell’uscita del terzo album The last night in Sodom, si dedicò al progetto The Grid, pionieri della techno britannica, con cui ottenne un nuovo successo nel 1994 con Swamp Thing.
Negli anni Duemila i Soft Cell si riunirono più volte, fino all’album Happiness Not Included del 2022, registrato durante il lockdown. Nonostante i gravi problemi di salute – fratture, infezioni e una lunga degenza in ospedale – Ball aveva ritrovato entusiasmo creativo: “I nuovi brani sono un riflesso digitale dei suoni che sentivo nella mia testa in ospedale”, aveva raccontato. Richard Norris, partner di Ball nei The Grid, lo ha ricordato così: “Essere in un duo crea un legame unico. Con Dave ho condiviso esperienze straordinarie, risate infinite e un’amicizia incrollabile. Grazie, Dave”.
Ball e Almond avevano appena terminato un nuovo album, Danceteria, previsto per la primavera 2026. “Dave era concentrato e felice del risultato – ha dichiarato Almond in un commosso messaggio – È devastante pensare che non potrà vederlo pubblicato, ma almeno ha potuto ascoltarlo e ne era orgoglioso. Era un genio musicale meraviglioso, il cuore e l’anima dei Soft Cell”.
Condividi questo contenuto:




