Dina Minna e il testamento di Baudo: il suo angelo custode trattata come i figli

Dina Minna c’era sempre. Nei momenti felici e in quelli delicati, fino alla fine, nel percorso più doloroso, quando Pippo Baudo ha cominciato a non stare bene. Lei era sempre al suo fianco, è stata la sua ombra per 36 anni. «Io sabato ho perso un papà», aveva dichiarato a Repubblica, di getto, dopo la morte del conduttore. Era al suo fianco anche nell’ultimo viaggio verso la Sicilia, quando le macchine sull’autostrada si accostavano e salutavano il carro funebre in segno di rispetto. Il dettaglio, in quella giornata tristissima, che l’aveva commossa di più. A ottobre avrebbe festeggiato i 36 anni di collaborazione con il gigante della tv che le ha cambiato la vita, era una ragazza quando ha cominciato a lavorare con Baudo (e lei lo ha sempre chiamato così, per cognome), a 54 anni si sente sola e spaesata. Troppo grande il vuoto.

Con Baudo ha fatto incontri importanti, è cresciuta. Dall’ufficio del conduttore agli studi televisivi al Teatro Ariston a Sanremo. E lei gli ha dedicato la vita, prima organizzando il lavoro, tenendo l’agenda, pianificando gli incontri, partecipando a riunioni e decisioni delicate. Poi, con gli anni che avanzavano, accompagnandolo alle visite mediche, preoccupandosi che prendesse le medicine (era tenera quando, a tavola, controllava le pillole). Sempre con il sorriso. Non stupisce, quindi, se nel suo testamento – come scritto dal Messaggero – Pippo Baudo le abbia destinato una parte importante della sua eredità, divisa in parti uguali con i figli Tiziana e Alessandro Baudo.

L’angelo custode di Pippo

Ovunque andasse Pippo, Dina era con lui. Se non rispondeva al telefono, chiamavi lei. La mattina presto arrivava nella casa di Baudo nel centro di Roma, e gli organizzava le giornate. Lui si fidava solo di lei, presenza discreta e costante. Mai una parola, mai un’intervista, l’indispensabile Dina ha condiviso la vita con l’uomo che ha inventato un modo di fare televisione e ha reso grande la Rai. In tanti, dopo la morte del conduttore, si chiedevano: e ora Dina? Ma Baudo nel suo testamento aveva previsto tutto, si era preoccupato della persona che gli ha reso la vita più felice e più facile. L’angelo custode che è stato al suo fianco, fino all’ultima ora, al Campus Bio Medico. L’ombra gentile che, dopo il lungo viaggio attraverso l’Italia, la mattina del funerale, era nella chiesa di Militello a controllare che tutto fosse in ordine, a stringere mani. Stanca ma impeccabile. Capelli raccolti, gli occhiali scuri, pronta a dire una parola e a ringraziare le persone che, già dalla mattina, si erano messe in fila per rendere omaggio a Pippo Baudo, nel paese dove era nato. Tutto doveva essere perfetto, come le aveva insegnato lui. Prima lezione, in tutte le cose della vita, c’è un solo modo di fare le cose, farle bene. Anche nel momento estremo dell’ultimo saluto.

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