Domenica in, tre “boys” e Giorgia Meloni: “Il mio pranzo della domenica? Le pastarelle dai nonni”
“Per fortuna che è domenica, e domenica sto con la zia” canta la band. La zia, naturalmente, è Mara Venier col suo tailleur color perla, al centro dello studio di Domenica in, circondata dai suoi tre boys – si fa per dire: Teo Mammucari, Tommaso Cerno che cura l’attualità e Enzo Miccio che si occuperà della parte lifestyle. Offrono tre mazzi di fiori alla padrona di casa, e si comincia.
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Un’edizione speciale per il cinquantesimo anniversario del programma, la diciassettesima per la conduttrice, che il 27 ottobre compie 75 anni e non ha nessuna intenzione di andare in pensione. Grande pagina dedicata al “Pranzo della domenica”.
Si parte con Massimo Bottura, che guida il pubblico tra i tesori della cucina italiana, candidata ufficialmente a Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità Unesco; la decisione è attesa per dicembre 2025. Primo collegamento da Roma, Colosseo sullo sfondo, ci sono Sabrina Ferilli e Paolo Bonolis. Seduta a tavola, la premier Giorgia Meloni. «E’ una delle tante iniziative – dice la presidente del Consiglio – per celebrare la cucina italiana. Cosa vogliamo fare? Vogliamo prendere una delle cose che raccontano meglio la nostra tradizione, la cucina italiana è una delle cose più straordinarie che abbiamo, racconta la nostra cultura, la nostra identità, ma anche la nostra forza. Vale 250 miliardi di euro nel mondo».
Poi Venier ha chiesto alla premier un ricordo dei suoi pranzi della domenica. «Passavo il pranzo della domenica con i nonni, il ricordo è legato soprattutto alle pastarelle, compreso il diplomatico». I piatti preferiti del sindaco di Roma Roberto Gualtieri sono: «L’amatriciana e la pizza». «Il mio pranzo – aggiunge Bonolis – è come quello di tutti gli italiani. I miei piatti preferiti, rigatoni con la pajata e puntarelle». «Sabrina Ferilli la cucina romanesca la sa fare bene» dice Venier. «Dillo Mara, che non ci credono».
Poi via, alle tavolate a Napoli (con Gigi D’Alessio e Alessandro Borghese), a Livorno (con Carlo Conti), a Genova (con Antonella Clerici), ad Alba c’è Piero Chiambretti.
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