“Fantastici quattro”, quando il superpotere è un affare di famiglia (e fa subito record)
La prima famiglia Marvel porta incassi fantastici: due milioni di euro nei primi due giorni di programmazione in Italia. Dopo anni di tentativi incerti, i Fantastici Quattro fanno finalmente il loro ingresso trionfale nel Marvel Cinematic Universe con Fantastici Quattro – Gli Inizi, distribuito da Disney. Il film, ambientato in una versione retro-futuristica degli anni ’60, propone un approccio audace, intimo e visivamente sorprendente, restituendo nuova linfa alla Marvel. Persino Kevin Feige, presidente dei Marvel Studios, ha ammesso che negli ultimi anni l’eccesso di titoli aveva generato un calo d’interesse e d’incassi, anche se Thunderbolts aveva offerto qualche segnale positivo. Ora il timone sembra passare a questo gruppo iconico, guidato da Matt Shakman, già regista dell’acclamata WandaVision. Il cast si è rivelato una scommessa vincente: Pedro Pascal è Reed Richards/Mr. Fantastic, Vanessa Kirby è Sue Storm/Donna Invisibile, Joseph Quinn è Johnny Storm/Torcia Umana, ed Ebon Moss-Bachrach interpreta Ben Grimm/La Cosa.
L’ambientazione retro futuristica
La storia si svolge su Terra-828, una realtà alternativa intrisa dell’estetica colorata e vintage che richiama lo stile di Jack Kirby, tra atmosfere pop, tecnologia visionaria e un’ironia volutamente naïf. All’apice della loro celebrità, i Fantastici Quattro si trovano a fronteggiare la minaccia cosmica di Galactus, il Divoratore di Mondi, annunciato dal suo araldo Silver Surfer e pronto ad annientare la Terra per saziare la sua fame eterna. Creati nel 1961 da Stan Lee e Jack Kirby, i Fantastici Quattro sono il primo supergruppo della Marvel moderna. Non sono solo eroi: sono una famiglia, unita da legami profondi e fragilità emotive, esploratori e scienziati prima ancora che combattenti. Il loro spirito pionieristico, la curiosità scientifica e l’umanità li rendono unici nell’universo Marvel.
Gli altri film sui Fantastici Quattro
Il film segna il debutto ufficiale del gruppo nel MCU, dopo il riacquisto dei diritti da parte della Disney. Dopo anni di trasposizioni fallimentari o sottotono, Fantastici Quattro – Gli Inizi, restituisce finalmente dignità cinematografica al gruppo, raccogliendo un buon esordio al botteghino e recensioni positive per visione, cast e stile. “I Fantastici Quattro non sono solo supereroi: sono pionieri del meraviglioso, esploratori del possibile, incarnazione del cuore narrativo della Marvel”. Hanno introdotto concetti fondamentali come il Multiverso, la Zona Negativa e villain leggendari come Doctor Doom, Galactus e Silver Surfer. Le loro storie parlano di famiglia, scoperta, etica scientifica e diversità, rivolgendosi a un pubblico giovane-adulto appassionato di narrazioni corali e cosmiche. Il loro tono è spesso più avventuroso e fantascientifico rispetto ad altri titoli Marvel, con richiami alla science fiction anni ’50-’60. Il rapporto con il cinema, finora, è stato complesso. Nel 1994 The Fantastic Four, prodotto da Roger Corman con un budget irrisorio, fu girato solo per mantenere i diritti: mai distribuito ufficialmente, è oggi un cult underground. Nel 2005 uscì Fantastic Four, diretto da Tim Story, con Ioan Gruffudd, Jessica Alba, Chris Evans e Michael Chiklis: ebbe recensioni miste ma fu un successo commerciale, seguito nel 2007 da Rise of the Silver Surfer, visivamente curato ma con una sceneggiatura debole. Il reboot del 2015, firmato da Josh Trank, tentò una rilettura cupa e revisionista con Miles Teller, Kate Mara, Michael B. Jordan e Jamie Bell, ma fu un fallimento critico e commerciale, segnato da tensioni produttive e da un tono distante dallo spirito originario.
Oggi l’approccio è cambiato, Matt Shakman ha voluto un film con identità propria: “Sono un grande fan dei Fantastici Quattro fin da bambino, quindi è stato un onore portarli nel MCU. Volevamo raccontare la loro storia in un universo e una Terra diversi, il che ci ha dato la possibilità di costruire questo mondo retro-futuro degli anni ’60, con influenze da Jack Kirby e Stanley Kubrick. L’energia e l’impegno che abbiamo messo in WandaVision li abbiamo riversati nella costruzione di questo mondo”.
Vanessa Kirby, che interpreta Sue Storm, racconta: “Sue è presente nei fumetti da decenni. È una madre e una scienziata, ma è sempre parte attiva della squadra, mai lasciata indietro. Quando ho incontrato Matt e Kevin, ero già appassionata del personaggio, ma l’idea di interpretare una supereroina incinta mi ha profondamente colpita. Durante le riprese avevo il pancione, ed è stato surreale, ma anche potente: Sue è complessa, feroce, amorevole, calda. È tutto ciò che considero profondamente femminile”. Kirby ha aggiunto: “Matt mi ha detto: ‘Al centro c’è la genitorialità’. Il film inizia con l’arrivo del bambino, ed è da lì che tutto parte. Questo bambino è il cuore del film. Sue lo scopre poco a poco, come ho fatto io durante le riprese. Il risultato è un film moderno, ma immerso in un’estetica anni ’60 reinventata, con macchine volanti e una tecnologia visionaria”.
Pedro Pascal, nei panni di Reed Richards, parla del suo personaggio come “un genio fragile. La cosa che preferisco di Reed è il contrasto: è un uomo che capisce le equazioni scientifiche più complesse, ma non riesce a capire l’equazione dell’amore, della famiglia, delle relazioni. Invece di essere presente, cerca di rendere il mondo a prova di bambino. Matt mi ha guidato lungo questo arco emotivo. Non sono un padre, ma ho cercato di immaginare cosa significhi”.
Ebon Moss-Bachrach, nei panni de La Cosa, parla dell’intesa del cast: “Matt è molto saggio, e ci ha messi insieme con cura. Ci siamo trovati subito in sintonia. Fare un film del genere è un’impresa enorme, ti trovi a spingere una barca su per una montagna”.
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