Il futuro secondo Panariello: “Alle elezioni del 2045 ci sarà l’87% di astenuti”

ROMA – Uno spettacolo che nasce da un’intuizione quasi casuale. “Il futuro da come l’ho visto io è molto positivo. Basta pensare che stanno facendo studi per curare malattie come il Parkinson. Io ne vedrò solo un pezzettino, ma sarà radioso”. Giorgio Panariello ha un po’ di jet lag nel suo rientro dal 2045, ma tutto sommato non si lamenta. Tant’è che porta avanti il suo nuovo spettacolo per due ore, fa ridere il pubblico del Teatro Brancaccio, poi ritorna nel futuro lasciando il posto al suo Silvano per salutare gli spettatori. Il titolo dello show, all’esordio ieri a Roma (ma sarà nella capitale pure stasera e domani), è E se domani…, l’attore lo porterà in giro per i principali teatri italiani (Torino, Napoli, Bari, Bologna, tantissime date nella sua Firenze), con altri 17 nuovi appuntamenti appena annunciati tra marzo e aprile 2026.

Panariello dice di essere stato scelto per spostarsi di vent’anni più avanti. La riflessione è nata in realtà dal suo podcast Nel garage, in cui ha intervistato esperti per scoprire come sarà il domani. Senza fare troppi spoiler, ne risulta che mangeremo insetti, andremo su Marte, avremo a che fare con androidi ogni giorno. “I lavori del ponte sullo Stretto nel 2045 saranno stati finalmente conclusi – rivela a un certo punto – ma non serve a nulla perché ci sono le auto volanti. E ora chi glielo dice a Salvini?”. Il comico parla pure di temi politici. “Ho le mie idee ma non sono mai stato uno che fa comicità di questo tipo, perché lavoro per tutti”, sostiene. “Però ho pensato che potesse essere giusto raccontare come potrebbe essere la politica del futuro”. Secondo lui ci sarà sempre meno fiducia nelle istituzioni, e alle elezioni 2045 gli astenuti saranno l’87%.

Quanto allo spettacolo, nel futuro immaginato da lui si potranno usare tecnologie come l’IA ” per realizzare cose tecniche, scenografie. I cantanti ne avranno sicuramente un vantaggio, nel cinema già ce l’hanno. Bisogna farne uso ma senza farsi usare. La mia paura più grande è che Robert De Niro muova la bocca in italiano. Già in alcuni video lo fa”. ChatGpt, però, al momento “le battute le fa a ca…o – scherza – vengono robe brutte. Ma l’ispirazione per qualcosa te la può dare”. “Ho scelto il 2045, non mi sono spostato tanto in avanti, perché non volevo fosse fantascienza – continua – né volevo fare il professorino, il divulgatore come Alberto Angela. Volevo fare il comico ma dicendo le cose come saranno, perché tutto ciò che ho detto è attendibile e possibile”. Le sue preoccupazioni per l’avvenire? “Che le nuove generazioni siano sempre più isolate”.

A un certo punto nello show c’è anche un video di Maria De Filippi che interpreta la Madonna. “Temevo che con tutta questa IA si potesse pensare che fosse riprodotta – dice Panariello – per fortuna però ha avuto un’insicurezza e quell’impiccio lì ha dato la sensazione che fosse vera. È stata carinissima, l’ha registrato a modo suo, seduta con il microfono come fa normalmente”.

Parlando di show, non si può non fare una domanda su un eventuale passaggio di Panariello a Sanremo. “Con Carlo Conti parlo di tutto, meno che del festival – racconta – l’anno scorso sia io che Leonardo (Pieraccioni) sapevamo che andarci sarebbe stato troppo scontato. Quest’anno chi lo sa, magari, però giuro che non ne abbiamo ancora parlato. Adesso Carlo sta cercando di fare il cast dei più forti possibili. Mi ha anticipato che le canzoni sono molto belle”. L’ipotesi di qualcuno in merito a una possibile presenza di Renato Zero (che nel suo spettacolo Panariello porta su Marte) resta un dubbio pure per il comico. “Se va, lo sapremo cinque minuti prima che salga sul palco – scherza – Renato è bravissimo a far perdere le sue tracce”.

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